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Valanga sulle Piccole Dolomiti, una persona ancora sepolta. Cani in azione sulle neve. Mobilitate tutte le unità del Soccorso alpino

L'allarme è scattato poco prima delle 11 vicino al rifugio Fraccaroli a circa 2.259 metri di quota, quando una slavina ha travolto due escursionisti. Una persona è rimasta sommersa dalla neve, mentre un'altra è riuscita a riemergere autonomamente per uscire dalla coltre QUI AGGIORNAMENTO

Di L.A. - 14 maggio 2019 - 13:13

VALLARSA. Tutte le aree operative del Soccorso alpino sono state mobilitate e trasportate sulle Piccole Dolomiti, i soccorsi e le unità cinofile sono in azione in massa per trovare la persona ancora sotto la valanga che si è staccata in località Pra dei Angeli.

 

L'allarme è scattato poco prima delle 11 vicino al rifugio Fraccaroli a circa 2.259 metri di quota, quando una slavina ha travolto due escursionisti. Una persona è rimasta sommersa dalla neve, mentre un'altra è riuscita a riemergere autonomamente per uscire dalla coltre (Qui articolo).

 

Operazioni di recupero e ricerca rese particolarmente difficili per il fronte molto ampio della valanga, tanto che l'elicottero sorvola in modo costante l'area per dare indicazioni di interventi alle unità a terra.

 

I primi a raggiungere il luogo dell'incidente sono stati gli uomini del Soccorso alpino dell'area operativa Trentino meridionale, quindi si è levato in volo il primo elicottero per portare sul posto l'equipe medica e tecnica.

 

Dopo aver individuato la vasta area interessata dalla valanga,e il primo escursionista, il personale sanitario e le unità della macchina dei soccorsi sono scese per avviare le cure i primi e le ricerche le seconde.

 

La persona è stata stabilizzata e quindi trasportata all'ospedale Santa Chiara di Trento per accertamenti e approfondimenti. Secondo le prime informazioni avrebbe riportati diversi traumi, ma non sarebbe in pericolo di vita.

 

Nel frattempo proseguono le ricerche della seconda persona, ancora sotto la valanga. Tantissimi gli uomini, da tutto il Trentino, che si sono mobilitati e che sono impegnati nelle ricerche dell'escursionista. 

 

Attivate anche le unità cinofile che sono state portate in quota per aiutare i soccorritori, mentre continuano le rotazioni di un secondo elicottero. Come anticipato, il fronte della valanga sarebbe molto ampio. 

 

Le montagne sono molto molto fragili tra temperature elevate, sbalzi termici tra caldo e freddo, ma soprattutto il vento. Le autorità raccomandano la massima prudenza in caso di escursioni e gite, senza dimenticare che in molte zone i paesaggi sono cambiati e alcuni sentieri ancora bloccati a causa della tempesta Vaia dell'ottobre scorso. 

 

La neve in quota è ancora molto instabile, mentre la situazione nivologica viene segnalata come invernale, anche se si è a metà maggio, dagli esperti di MeteoTrentino.

 

I pendii sono, infatti, carichi di neve ventata, accumulata nel corso del maltempo dei giorni scorsi, e quindi sono possibili valanghe spontanee. A questo si aggiunge che un escursionista può provocare distacchi di valanghe in seguito a un debole sovraccarico. 

 

I punti più pericolosi si trovano soprattutto sui versanti carichi di neve ventata esposti in tutte le direzioni, come nei canaloni e nelle conche sopra i 2 mila metri circa. Particolarmente insidiosi sono anche i pendii in prossimità delle creste.

 

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