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Abbattimento dell'orso, i Verdi: ''Autonomia non è licenza di uccidere. Scelta della Pat crudele e fondata su scarse conoscenze scientifiche''

La portavoce dei Verdi, Lucia Coppola: "Confidano in una presa d'atto da parte del presidente Fugatti che non è questa la strada da seguire, unita a un forte intervento da parte del ministro Costa, che si faccia carico della difesa di un orso"

Pubblicato il - 24 giugno 2020 - 18:09

TRENTO. “Non si è trattato di una aggressione deliberata da parte dell'orso. La decisione di sopprimerlo non rientra assolutamente né eticamente né etologicamente in quelle possibili. È solo l'espressione di un'inammissibile scelta crudele e di scarse conoscenze scientifiche. È la reazione a caldo che non ci si aspetta da chi deve gestire con saggezza e lungimiranza ciò che avviene in un territorio e che riguarda sia gli umani che gli animali”. Questo il duro commento che arriva dai Verdi del Trentino per bocca della portavoce, la consigliera provinciale Lucia Coppola, in merito all'incontro ravvicinato sulle pendici del Monte Peller tra un orso e due cacciatori rimasti poi feriti.

 

Se da un lato i Verdi del Trentino formulano gli auguri di pronta guarigione ai due cacciatori che all'imbrunire compivano un giro di perlustrazione nel folto del bosco del Monte Peller dall'altro sottolineano come “abbiano dichiarato di non aver fatto nessun rumore, parlato o fatto risuonare un sonaglio o delle semplici chiavi appese allo zaino, come caldamente consigliato dai protocolli che definiscono i comportamenti corretti da tenere qualora ci fosse la possibilità, segnalata ampiamente in quella zona, di incontrare i plantigradi”.

 

Per i Verdi, dunque, un incontro casuale e del tutto fortuito. “L'orso o l'orsa – spiegano - non era dunque intenzionato a nuocere ma si è trovata all'improvviso sul sentiero le due persone, una delle quali ha perso l'equilibrio ed è caduta nel tentativo di arretrare. È certo comprensibile e legittima la paura così come il tentativo di difendere il figlio da parte del padre, ma forse non è stata l'azione più adeguata da compiere quella di affrontare l'orso, con le conseguenze che purtroppo ci sono state2.

 

Il Pacobace, piano di azione per la conservazione degli orsi bruni nella Alpi, prevede regole precise e interventi più o meno forti nel caso di comportamenti degli orsi ritenuti pericolosi per gli esseri umani. “Pare evidente – continua Lucia Coppola - che in questo caso non si è trattato di una aggressione deliberata da parte dell'orso, per cui la decisione di sopprimerlo non rientra assolutamente né eticamente né etologicamente in quelle possibili.Può solo soddisfare il sentimento di avversione verso la biodiversità animale, orsi in particolare, che fortunatamente riguarda solo una parte della popolazione trentina, spesso molto più avanti di chi la governa”.

 

I Verdi confidano in una presa d'atto da parte del presidente Fugatti che non è questa la strada da seguire, unita a un forte intervento da parte del ministro Costa, che si faccia carico della difesa di un orso, peraltro ad ora sconosciuto, dall'ennesima morte annunciata.

 

“Si lavori – concludono i Verdi - invece perché chi frequenta i boschi e le montagne sappia, come il dodicenne intelligente e coi nervi saldi di un precedente incontro, come affrontare habitat condivisi con altri esseri viventi”.

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