Aggressione dell'orso in Val di Rabbi, l'Enpa: ''Stop agli escursionisti nelle aree con orse e cuccioli''. L'Oipa: ''Il ministro sia sponda alle pretese di Fugatti''
L'aggressione è avvenuta ieri pomeriggio con il ferimento di Alessandro Cicolini. L'Enpa ha chiesto l'accesso agli atti: “Siamo convinti che l'evento non sia stato volutamente causato, ma dovuto ad errori involontari o a condizioni inaspettate e imprevedibili. La Provincia Autonoma di Trento ha grave responsabilità"

TRENTO. “Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sia la giusta sponda alle note pretese del presidente della Provincia di Trento: quelle di catturare e abbattere i grandi carnivori che, nel loro habitat, popolano la sua bella terra”. A chiederlo in queste ore è l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), in risposta a quanto dichiarato dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti a seguito del ferimento di un escursionista da parte di un orso. (QUI L'ARTICOLO)
Ad intervenire è anche l'Enpa che nell'augurare la pronta guarigione ad Alessandro Cicolini fa anche sapere di aver fatto richiesta di accesso agli atti ribadendo la necessità di interdire le aree con orse e cuccioli.
L'ENPA
“Siamo convinti che l'evento non sia stato volutamente causato, ma dovuto ad errori involontari o a condizioni inaspettate e imprevedibili. La Provincia Autonoma di Trento ha grave responsabilità: ha il dovere di interdire a persone e cani l'accesso alle zone con presenza di femmine di orso con cuccioli. Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti e ribadiamo la necessità di interdire le aree con orse e cuccioli” viene spiegato da una nota nazione da parte dell'Enpa.
La primavera in Trentino, spiega l'Ente nazionale protezione animali, non viene annunciata dai voli delle rondini, ma dagli incontri con gli orsi che escono dalle tane e, ancora intontiti dal lungo sonno invernale che ha ridotto al lumicino le risorse di grasso, si avventurano alla ricerca di cibo in zone che credono deserte “venendo – spiega l'organizzazione -sorpresi e spaventati dall'arrivo improvviso e inaspettato di un cane seguito da un uomo: un'accoppiata capace di terrorizzare ogni orso, come dimostrato non solo da esperienze vissute, ma anche e soprattutto dalle ricerche scientifiche. Ancor più traumatica l'apparizione di cani e uomini lo è per una femmina che, seppure sfiancata dall'allevamento dei suoi figli, nati durante il letargo, deve trovare di che sfamare se stessa e piccoli plantigradi, in una zona scelta appositamente periferica, povera di risorse e quindi poco attraente per i maschi adulti, peggiore nemico per i cuccioli inermi”.
Dito puntato in primis verso la Provincia di Trento che si è assunta l'onore e l'onere della reintroduzione dell'Ursus arctos, e che dovrebbe, assieme alle altre istituzione secondo Enpa, dare le indicazioni corrette e porre i limiti necessari a rendere possibile la coesistenza fra l'uomo e il plantigrado, notoriamente animale elusivo e poco aggressivo.
E' sempre l'Enpa nel sottolineare la necessità di tenere i cani a guinzaglio nelle zone di presenza di grandi carnivori, chiede ancora una volta che la Pat intervenga per interdire le zone in cui vi siano femmine accompagnate da cuccioli.
“Attendiamo la risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti – conclude l'Enpa - perché siamo convinti che qualcosa è andato storto e non ha consentito all'orso di allontanarsi, senza nemmeno farsi percepire dall'uomo, come avviene continuamente nei boschi del Trentino”.
OIPA
L'organizzazione ha ricordato le parole del ministro che venerdì scorso in un suo intervento ha spiegato che “la fauna selvatica contribuisce in maniera decisiva agli equilibri del nostro ecosistema e al Capitale Naturale, vera ricchezza italiana. Proteggerla è un nostro dovere imprescindibile”.
Fugatti già ieri pomeriggio aveva fatto sapere di aver interessato il ministro all’ambiente. "Ho segnalato la gravità di questo ennesimo episodio - le parole del presidente della Provincia - con l'impegno è di tenerlo costantemente aggiornato e l’invito è quello di affrontare assieme un problema che non può più essere tenuto in sospeso".
Ad intervenire è stato il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. “Conosciamo le prassi della Provincia di Trento e purtroppo contraddicono la riflessione del ministro resa pubblica tre giorni fa in occasione della Giornata mondiale della fauna selvatica” spiega. “Se l’obiettivo condiviso dal Ministero nell’ambito della Strategia europea Biodiversità al 2030 è 'potenziare le azioni di tutela e ristabilire la connettività ecologica', questo dovrà essere necessariamente rispettato anche dalle Province autonome nella gestione dei grandi carnivori”.
L’Oipa, citando le parole del ministro Pichetto Fratin, invita il presidente Fugatti a “riflettere sulle responsabilità e sulle soluzioni di cui l’uomo dispone per sostenere la vita selvatica sulla terra”.
L’associazione, come sempre, invita inoltre la Provincia ad avviare iniziative per una serena convivenza tra uomo e animali selvatici per lo meno con una maggiore ed efficace informazione a residenti, turisti ed escursionisti, sistemi di dissuasione che allontanino la fauna dall’abitato, corridoi ecologici per evitare incidenti.



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