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| 10 mar 2023 | 16:47

Orso Mj5, l'Enpa: “Condanna a morte inaccettabile che sa di propaganda". L'appello della Lav: "Fugatti non lo uccida, si proceda con la radiocollarizzazione"

L'Ente nazionale protezione animale e la Lega anti vivisezione sono è intervenuti dopo la richiesta di abbattimento annunciata oggi dalle autorità provinciali per Mj5, l'orso che il 5 marzo ha aggredito Alessandro Cicolini in val di Rabbi

Orso Mj5, l'Enpa: “Condanna a morte inaccettabile che sa di propaganda

TRENTO. “L'identificazione dell'orso coinvolto nell'incidente con l'uomo e il suo cane in Val di Rabbi, Mj5, è coincisa immediatamente con una dichiarazione di condanna a morte del plantigrado: come Protezione animali ci opporremo con ogni mezzo a questa decisione ingiusta che sa tanto di campagna elettorale”. Sono queste le parole con le quali l'Enpa commenta la richiesta di abbattimento annunciata oggi (10 marzo) dalle autorità provinciali per Mj5, l'orso che il 5 marzo ha aggredito Alessandro Cicolini in val di Rabbi (Qui Articolo).

 

Ad intervenire sulla questione anche la Lega anti vivisezione, che ha lanciato un appello: "Giù le mani dall'orso Mj5, presidente Fugatti non lo uccida. Si proceda esclusivamente con la radiocollarizzazione ed il monitoraggio". Per la Lav infatti "l'orso non è affatto pericoloso né problematico, come dimostra la dinamica dell'incidente, sono i comportamenti umani che devono essere adeguati alla presenza degli animali selvatici". 

 

L'esemplare, definito “problematico” da Piazza Dante, è un maschio di 18 anni nato nel 2005 da Maja e Joze, orsi sloveni che hanno dato avvio al progetto Life Ursus sulle Alpi negli anni '90. l'esemplare non era mai stato aggressivo prima nei confronti dell'uomo, ma è finito nel report provinciale dei Grandi carnivori. Nel 2019 Kj1 e Mj5 avevano registrato rispettivamente 10 e 11 episodi di danni, meno di un terzo di dei 44 eventi raggiunti in quello stesso anno da M49-Papillon.

Ricordiamo – scrive infatti l'Enpa – che Mj5 ha vissuto per 18 anni in Trentino senza mai mostrare comportamenti negativi verso l'uomo: non ha mai fatto del male alle persone, ed anche i danni a suo carico sono limitati. Ma in seguito ad un unico incidente, la cui dinamica fa ascrivere l'evento ai casi di orso che reagiscono in modalità difensiva, in quanto preso di sorpresa e spaventato ulteriormente dalla presenza di un cane sciolto (un aspetto che non è ancora stato chiarito in via definitiva ndr) parte la condanna a morte, benché il Pacobace preveda anche il radiocollaraggio, senza arrivare alla soppressione”.

 

Per Enpa è “severo e concreto” il rischio che la decisione di sopprimere il plantigrado si riveli “errata e immotivata”, dicono gli ambientalisti: “Non ci sembra un caso che le elezioni provinciali siano sempre più vicine e che, negli schieramenti che si opporranno, siano già iniziate lotte intestine fratricide, che qualcuno cerca di nascondere concentrando l'attenzione sulla condanna a morte di animali”. L'Ente, in definitiva: “Farà tutto il possibile per opporsi a questa ennesima aberrante condanna a morte di un grande carnivoro”.

 

"Nessuno - ha affermato Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali selvatici - si permetta di toccare l'orso Mj5, l'unico pericolo della vicenda è rappresentato dal presidente Fugatti, incapace di informare ed educare i suoi concittadini alla convivenza". Come già riportato, i rilievi eseguiti sul luogo dell'incidente hanno fin da subito evidenziato, dice la Lav: "Che lo scontro con la persona coinvolta è avvenuto in prossimità di un punto cieco del sentiero, fatto che ha causato sorpresa e spavento sia all'uomo sia all'orso, analogamente a quanto accaduto nel 2020 quando l'orsa Jj4 si trovò faccia a faccia con due cacciatori nascosti alla vista e all'olfatto dalla morfologia del terreno". 

 

Gli orsi, continua l'associazione: "Non possono essere condannati a morte semplicemente perché si comportano da orsi, sarebbe come voler uccidere un gatto perché fa le fusa, ci troviamo di fronte a un delirio di onnipotenza da parte di un’amministrazione provinciale che dopo avere reintrodotto gli orsi in Trentino oramai 23 anni fa, non è mai stata in grado di impegnarsi per diffondere le informazioni basilari per la prevenzione degli incidenti con gli orsi. No a qualsiasi ipotesi di uccisione, si proceda esclusivamente con la radiocollarizzazione dell’orso e successivo monitoraggio, come previsto dal Pacobace, siamo pronti a denunciare chiunque dovesse macchiarsi dell’uccisione non necessitata dell’orso MJ5 – conclude la Lav – per questo chiediamo al Corpo Forestale provinciale di Trento la ragionevolezza e l’equilibrio che manca alla politica di quelle parti, facendo obiezione di coscienza all’uso dei fucili contro un animale che in diciotto anni non aveva mai dato problemi, come ammesso dallo stesso presidente Fugatti". 

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