Abbattimento Mj5 (FOTO e VIDEO), sit-in degli animalisti: ''Decisione sbagliata: manca una cultura del vivere in montagna, le api uccidono più degli orsi''
Il mondo animalista in piazza Dante per protestare contro la decisione della Provincia di procedere all'abbattimento di Mj5, l'orso responsabile dell'aggressione in val di Rabbi

TRENTO. Gli animalisti sono tornati a protestare in piazza Dante, un sit-in organizzato da Oipa per difendere gli orsi e in particolare Mj5, il plantigrado condannato a morte dalla Provincia in quanto protagonista dell'aggressione a Contini in val di Rabbi. Una decisione superficiale e le associazioni promettono battaglia, anche legale, per bloccare il provvedimento.
"L'habitat naturale degli orsi è il bosco", commenta il veterinario Luca Lombardini, presidente della sezione di Trento e vice presidente a livello nazionale della Lndc. "Manca una cultura diffusa su come vivere la montagna, abbattere un animale che non è mai stato pericolo non è una soluzione corretta".

La scelta della Provincia a trazione leghista di procedere all'abbattimento dell'orso è stata praticamente immediata. "C'è stata un'aggressione - dice Lombardini - ma parziale, se un animale di quelle dimensioni volesse attaccare una persona lo farebbe con semplicità. E' l'uomo che ha invaso un territorio che appartiene agli animali, si può incorrere nei rischi e possono accadere degli incidenti. Ogni anno le api uccidono per shock anafilattico tante persone: riteniamo fondamentale educare a una corretta convivenza, in questo caso serve una cattura e poi un reinserimento da un'altra parte, l'uccisione non è una soluzione corretta".
L'orso in questione, Mj5, non aveva causato particolari problematicità. "Da anni - aggiungono gli animalisti - si lotta per salvaguardare questi animali in via di estinzione e ci troviamo a combattere contro una politica sorda e medievale, che vuole solo distruggere. Ricordiamoci che proprio questo presidente aveva organizzato un banchetto a base di carne d'orso, fortunatamente fermato dalla guardia di finanza. E ora è una corsa contro il tempo per fermare questa follia omicida".

In 18 anni di vita infatti questa è la prima aggressione che lo vede protagonista. Inoltre come spiegato dalla forestale, l’uomo e l’orso si sarebbero incontrati in una curva cieca e nessuno dei due era riuscito a percepire l’altro, nemmeno il cane che si trovava con l’escursionista.

Il mondo animalista allarga poi il suo sguardo. "Pare che i problemi in Trentino siano solo gli orsi - continuano gli animalisti - la scuola bistrattata con riforme assurde, la sanità allo sbando, famiglie con sfratti Itea all'ordine del giorno, imprese in ginocchio per i costi energetici, l'ambiente calpestato e vilipeso. Non è sicuramente il Trentino green e smart che ci si attende. Il pericolo nei boschi non sono gli animali ma gli uomini dal grilletto facile che sparano agli altri uomini, come è avvenuto in val di Pejo oppure il forestale ucciso da un altro uomo per un pugno di legna e non da una zampa di orso, che nutriva tutti i giorni. E qui non abbiamo visto tanto interesse e solidarietà da parte del presidente".
Insomma, la richiesta è quella del passo indietro sulla decisione di uccidere il plantigrado. "La Lega è il partito delle paure", commenta Sergio Merz, delegato della Lipu in Trentino. "Soffia sulle paure di lupi e orsi, dei migranti e di chi è diverso. Il bacino dei voti è dato delle paure, paure che non esistono e che sono fornite".
Presente anche il gruppo "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo". "Il presidente Fugatti con i grandi carnivori agisce di impulso e sull'onda dell'emotività. Nessuna azione è mai stata compiuta ragionando e mettendo gli interessati a confronto. Per la Lega i grandi carnivori sono un veicolo per accaparrarsi consenso elettorale. Abbiamo visto il fallimento di iniziative a dir poco ridicole, come le ronde anti-lupo in val di Fassa per questioni di ordine pubblico. Non sappiamo i costi effettivi di quella 'operazione', non c'è un rapporto ufficiale di cosa hanno fatto i forestali in quel periodo e in quel contesto. Il governatore non ha nemmeno mai rettificato le sue dichiarazioni di quando era in minoranza in Provincia e derideva il presidente Ugo Rossi perché secondo lui la maggioranza raccontava 'barzellette' sull'espansione dei lupi (incontro fra Slavc e Giulietta). A nome di questo gruppo, mi sento di esprimere la solidarietà e la pronta guarigione al malcapitato che ha subìto un attacco, a quanto pare una fatalità. Per quel che mi riguarda per l'orso spaventato è stato solo un un avvertimento, perché se l'orso (240 chili di peso) avesse attaccato veramente, non saremo qui a discutere in questi termini. Aspettiamo ulteriori indagini perché non si uccidono animali protetti senza motivi validi, non lo si fa nemmeno con gli animali domestici che ogni anno procurano attacchi mortali alle persone", conclude Paolo Scarian.






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