Abbattimento Mj5, il Tar rimanda la decisione alla Corte europea. Gli animalisti: "Non si può uccidere un animale solo perché la Provincia non sa fare il proprio lavoro"
Le associazioni animaliste hanno chiesto di annullare il decreto della Provincia che dispone l'abbattimento dell'orso Mj5. Il Tar di Trento ha deciso di interessare la Corte di giustizia europea

TRENTO. Il Tar di Trento rimanda le decisioni sulle sorti di Mj5 alla Corte europea. Questo l'esito del ricorso presentato dalle associazioni animaliste contro la Provincia di Trento per annullare il decreto del presidente Maurizio Fugatti che dispone l'abbattimento dell'orso responsabile dell'aggressione in val di Rabbi.
Dopo la tragedia di Caldes con la morte di Andrea Papi, una serie di plantigradi era finita nel mirino della Provincia: Jj4 è stata catturata e rinchiusa al Casteller, F62 è stata trovata morta e l'unico attualmente in libertà, non radiocollarato (QUI ARTICOLO), è Mj5, un esemplare difficile da localizzare perché si sposta molto e copre grandi distanze su un'area molto ampia del territorio.
Le associazioni animaliste hanno presentato ricorso per annullare il decreto di abbattimento e il Tar Trento ha ritenuto di interessare la Corte di giustizia europea per avere una interpretazione autentica della normativa.
"In particolare, nelle argomentazioni scritte, il Tar - spiega l'associazione Earth - dissente apertamente dalla interpretazione normativa organica offerta dal Consiglio di stato lo scorso luglio, soprattutto con riferimento all'abbattimento quale estrema ratio".
Nell' atto si legge infatti che "l’orso denominato Mj5 è pericoloso per la sicurezza pubblica. Allo stato resta solo da decidere, alla luce della normativa eurounitaria, in ordine alla legittimità, o meno, dell’ordine di abbattimento dell’animale. Essendo la questione rilevante e prioritaria nell’ambito del presente giudizio, sussistono i presupposti per la rimessione della stessa alla Corte di giustizia. Rimane ferma, nelle more, la decisione cautelare di cattura dell’esemplare a garanzia della sicurezza pubblica e per garantire l’effettività di tutela giurisdizionale".
La vicenda resta ancora aperta mentre per piazza Dante è valida la possibilità di catturare l'orso. "Non ci fermeremo dinanzi a nulla per evitare la barbarie ordinata da Maurizio Fugatti", commenta Valentina Coppola, presidente nazionale dell' associazione. "Non è accettabile uccidere un animale sano solo perché l' amministrazione non è in grado di fare il proprio lavoro e di tutelare la sicurezza dei cittadini ed il benessere degli animali selvatici".













