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''Abbiamo perso tanto, ma stiamo costruendo tantissimi nuovi ricordi. Grazie a tutti Voi, un bene vero'', il messaggio della giovane coppia dopo l'incendio che ha distrutto l'azienda agricola

L'incendio è avvenuto il 14 gennaio scorso, bruciata in poche ore una struttura realizzata nel 2012 da una coppia di giovani che aveva deciso di lasciare la città per dedicarsi alla coltivazione di verdure e piccoli frutti: "Cinque giorni fa non avremmo mai immaginato di passare un sabato pomeriggio con i tuoi amici inginocchiati nelle macerie a scavare ed esultare per aver recuperato un libro"

Di L.A. - 19 gennaio 2020 - 22:08

BOVEGNO. "Cinque giorni fa ci rendevamo conto che da quel momento avremmo perso gran parte dei nostri ricordi materiali". Così l'azienda agricola ''Cosa tiene accese le stelle'' a Ludizzo di Bovegno, in alta Valtrompia non lontano, in linea d'aria, dal confine tra Trentino e Lombardia, che aggiunge: "Ma quel bene che ti fa commuovere per ogni singola cosa, ogni singolo gesto, ogni stretta di mano guardandoti negli occhi, ogni abbraccio, ogni birra offerta. Abbiamo perso tanto, ma stiamo costruendo tantissimi nuovi ricordi. Grazie a tutti Voi".

 

L'incendio è avvenuto il 14 gennaio scorso, bruciata in poche ore una struttura realizzata nel 2012 da una coppia di giovani che aveva deciso di lasciare la città per dedicarsi alla coltivazione di verdure e piccoli frutti. Mollare tutto per dedicarsi alla vita di montagna per investire in un'azienda agricola, dopo che si erano conosciuti all'Università della Montagna di Edolo

 

Tanta fatica e tanto impegno ma erano riusciti a trasformare quella che era, un tempo, una grossa stalla in una casa tuttofare (con tanto di laboratorio per la smielatura e per la produzione di conserve). Così avevano fatto nascere ''Cosa tiene accese le stelle'' (nome ispirato al libro di Calabresi). Poi il fuoco si è portato via tutto. Ci sono volute ore a domare le fiamme prima e bonificare l'area poi. 

 

E dopo cinque giorni i titolari dell'azienda agricola hanno condiviso un post su Facebook per ricordare quei drammatici momenti. "Non avremmo mai creduto che una qualsiasi tua semplice felpa ritrovata intera tra le macerie ti avrebbe fatto piangere e non credevamo che un anello, un brandello bruciacchiato di copertina e un coltellino ti avrebbero reso la persona più felice del mondo". 

 

Un messaggio per ringraziare per la solidarietà e il supporto i tanti amici e conoscenti. "Cinque giorni fa non avremmo mai immaginato di passare un sabato pomeriggio con i tuoi amici inginocchiati nelle macerie a scavare ed esultare per aver recuperato un libro e non eravamo minimamente consapevoli di avere vicine così tante...ma tante...tante tante...persone che ci vogliono bene...ma il bene quello vero".

 

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