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| 25 giu 2020 | 09:35

Aveva offerto per scherzo della torta all'hashish ad una parente (senza dirle nulla). Rischia fino a 4 anni di carcere

Il fatto era avvenuto a Rovereto nel novembre del 2019, ora l'uomo è stato raggiunto dalla notifica di fine indagini. L'accusa è grave: lesioni pluriaggravate. Alla parente, infatti, l'improvvisato cuoco non aveva detto che nella torta era contenuto dell'hashish, facendola andare in panico una volta che era salito l'effetto e costringendola a rivolgersi ai soccorsi

Aveva offerto per scherzo della torta all'hashish ad una parente (senza dirle nulla)
di Redazione

ROVERETO. Si mettono male le cose per il 62enne che nel novembre 2019 aveva offerto ad una coppia di parenti, marito e moglie, un pezzo di torta contenente dell'hashish. Lo scherzo, avvenuto casualmente per la visita improvvisa dei due, si è trasformato così in un incubo: la donna portata all'ospedale intossicata e il responsabile che rischia fino a 4 anni per lesioni pluriaggravate.

 

Il tutto era avvenuto appunto alla fine dello scorso anno, quando a casa dell'uomo si erano presentati i due per un saluto. Intravista la torta, la donna ne aveva richiesto un pezzo, senza che il padrone di casa si degnasse di informarla che al suo interno era contenuto dell'hashish. La “space cake” ha così finito, come accade, per far sentire i suoi effetti dopo qualche ora, quando la coppia aveva già raggiunto casa.

 

Insospettiti, i due avevano chiamato il parente non sentendosi però rispondere in maniera affermativa alla domanda se fosse stato messo qualcosa di particolare nel dolce. Preoccupata, con la tachicardia e una complessiva condizione di malessere, la donna si era così rivolta al 118, richiedendo l'intervento dell'ambulanza. Dall'esame tossicologico in ospedale, dunque, emergeva subito come questa avesse assunto degli stupefacenti.

 

A quel punto, venivano coinvolti i carabinieri. Dalle indagini emergeva così che ad essere responsabile della cosa fosse stato l'improvvisato cuoco, alla cui porta si presentava il nucleo antidroga con tanto di cani. Se dalle perquisizioni, tuttavia, non risultava alcun possesso di sostanze stupefacenti, le cose si mettevano decisamente peggio sul piano giudiziario.

 

L'uomo, infatti, è stato raggiunto dalla notifica di fine indagine; in calce l'accusa di lesioni aggravate per l'aver agito contro una parente ed aver utilizzato sostanza “venefiche”. La pena rischia così di arrivare fino ai 4 anni di carcere.

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