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"Canova Regna": arrestati 8 minorenni di una banda che gestiva lo spaccio in città. "Metodi criminali non frequenti nel nostro contesto"

All'alba di mercoledì 1 luglio sono stati arrestati 8 minorenni membri di una vera e propria banda che da Canova gestiva un'attività ramificata di spaccio a Trento. Sorprendenti i metodi del sodalizio criminale, con il ricorso della violenza nei confronti dei creditori inadempienti. I soggetti sono stati posti o agli arresti domiciliari o in comunità, mentre proseguono le indagini per capire il funzionamento dell'organizzazione e i canali di rifornimento

Di Davide Leveghi - 01 July 2020 - 12:07

TRENTO. Un sodalizio criminale formato da soggetti minorenni, capace di muoversi sul territorio e di creare vere e proprie piazze di spaccio, da nord a sud della città. È questo l'esito delle indagini, presentato alla stampa dagli uomini della Questura e della Procura minorile di Trento, dopo che in mattinata era stato dato l'annuncio dell'arresto di 8 giovani per spaccio di stupefacenti.

 

Rallentata dall'emergenza sanitaria, l'attività di indagine ha preso avvio ancora nell'autunno 2019, dopo il sequestro da parte di una volante della polizia di Stato di un buon quantitativo di stupefacenti, aprendo uno squarcio su un'organizzazione criminale che dal parco di Canova – da qui il nome dell'operazione, tratto dal nome che i giovani davano alla propria banda, “Canova Regna” - controllava con metodi sorprendenti (sia per l'età dei soggetti che per la realtà trentina) la vendita di hashish e marijuana in diverse parti della città.

 

Disinvolti, sfacciati, sbandati, questi giovani provengono dalle più disparate situazioni familiari, risucchiati in una vera e propria organizzazione che scimmiottava metodi e modalità di gestione del traffico illecito propria di realtà ben più complicate e convulse di Trento. Infiltrati nel tessuto della città, i soggetti hanno mostrato una grande capacità, nonostante la mancanza di mezzi propri (i soggetti arrestati, come detto, sono tutti minorenni), di muoversi, di giorno come di notte, non incontrando alcuna resistenza.

 



 

“Canova Regna” è partita come detto da una semplice attività di controllo del territorio, in cui grazie a un sequestro di una buona quantità di stupefacenti si è intravista una rete ben più consolidata, capace di gestire le “piazze” di spaccio nella periferia nord della città (Canova, Roncafort), come nei sobborghi a sud (Ravina, Aldeno) attraverso telefonate e messaggistica istantanea.

 

I soggetti, che secondo la questura hanno dimostrato una “solidarietà criminale che ha del raccapricciante e dello scoraggiante”, vendevano marijuana e hashish a compratori anch'essi di minore età, nei suddetti luoghi come nelle scuole, come testimoniato da un episodio che ha visto protagonista un'adolescente, soccorsa in orario scolastico per essersi sentita male a causa della scarsa qualità dello stupefacente. Tra i 15 e i 20 sono stati i consumatori segnalati, mentre ai creditori non inadempienti non veniva risparmiato un trattamento violento.

 

Sul funzionamento del sodalizio criminale e dei canali di rifornimento, l'attività di indagine sta proseguendo. Per ora sono 8 i giovani raggiunti da misure cautelari, ridotti agli arresti domiciliari in casa (4 persone) o in comunità (altri 4, fuori regione). Dall'operazione svolta all'alba di mercoledì 1 luglio sono stati sequestrati svariati grammi di marijuana e hashish (il più corposo da 300 grammi), mentre rimane da capire, come emerso da qualche telefonata, se la banda “trafficasse” anche con sostanze stupefacenti più pesanti, come della cocaina.

 


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