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| 24 gen 2020 | 16:03

Cervo morto dopo una lunga agonia, i bracconieri tornano per decapitarlo ma vengono incastrati dalle fototrappole

Si tratta di un esemplare adulto rimasto vittima di un cavo d'acciaio che lo ha intrappolato al basso ventre. A casa dei bracconieri, padre e figlio, i forestali e i carabinieri hanno trovato anche altri palchi e altre mandibole di cervo, munizioni irregolari e armi modificate

di Redazione

CALDES. E' morto dopo una lunga agonia, tentando di liberarsi, un cervo maschio adulto rimasto vittima di un cavo d'acciaio, posizionato dai bracconieri, che lo ha intrappolato al basso ventre. Dopo i gravi episodi di Bellamonte, dove qualche settimana fa erano stati trovati alcuni cervi decapitati (QUI ARTICOLO), un altro cervo è stato trovato senza vita dai forestali, vittima anch'esso del bracconaggio.

 



 

L'ungulato (dotato di un grande palco) è stato trovato, la scorsa settimana, dal personale forestale nei boschi di Caldes. I forestali si sono quindi subito attivati per individuare i colpevoli installando alcune fototrappole per sorvegliare il sito. Pochi giorni dopo, infatti, il sistema ha permesso di incastrare due persone del luogo, padre e figlio, tornate sul luogo per smontare il sistema di cattura, decapitare l'animale e portarsene a casa il palco come trofeo. I due si sono anche accorti di una delle fototrappole installate dai forestali e l'hanno portata via, pensando così di essersela cavata.

 

Per i bracconieri è scattato un decreto di perquisizione e di sequestro emesso a loro carico dall'autorità giudiziaria. Il 22 gennaio, quindi, il personale del corpo forestale trentino, coadiuvato dai carabinieri, ha quindi perquisito le abitazioni dei due responsabili, trovandovi lacci, il palco del cervo separato dal cranio, la roncola utilizzata per la decapitazione e la fototrappola. Sono stati rinvenuti e sequestrati anche altri palchi e altre mandibole di cervo, privi dei certificati di origine. Durante la perquisizione sono state rinvenute anche munizioni irregolari e armi modificate. 

 



 

Tutto il materiale è stato quindi sequestrato. I reati contestati sono molteplici e riguardano le armi (alterazione, silenziamento e irregolarità nella detenzione e custodia), il furto venatorio e patrimoniale, l’uccisione di animali con mezzi ed in periodi vietati e il maltrattamento degli stessi.

 



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