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| 17 giu 2020 | 19:43

Comunali, c'è un periodo stabilito ma non una data. Il Consiglio regionale attende il voto del Senato sul decreto "Election day"

Il Consiglio regionale, oggi riunito per decidere sulla data dell'election day, ha approvato un disegno di legge con cui si stabilisce solo un arco temporale entro cui svolgere le comunali. Queste dovranno aver luogo tra l'1 settembre e il 15 dicembre, ma sul giorno preciso si attende il voto del Senato al decreto che fissa al 20 settembre il giorno unico per accorpare più elezioni

Comunali, c'è un periodo stabilito ma non una data
di Redazione

TRENTO. Conformarsi al resto del Paese e votare il 20 settembre o decidere un'altra data? Sulla questione, in Trentino-Alto Adige/Südtirol ancora non si è deciso. Nella giornata di oggi, infatti, il Consiglio regionale si è riunito stabilendo solo un arco temporale entro cui svolgere le elezioni.

 

Per trentini e altoatesini, dunque, ancora non è stato fissato il giorno in cui si andrà alle urne per rinnovare le amministrazioni comunali. Con 40 voti a favore e 12 astenuti si è invece approvata la legge con cui si individua tra l'1 settembre e il 15 dicembre la finestra per le elezioni comunali, in attesa che anche il Senato si esprima in merito.

 

Dalla Camera, invece, era già arrivato il via libera, con l'approvazione del decreto che fissa al 20 settembre 2020 l'Election Day in cui accorpare il voto sul referendum costituzionale, le elezioni comunali e le elezioni regionali. Queste ultime serviranno per decidere chi guiderà nella prossima legislatura Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Puglia e Val d'Aosta, regione quest'ultima la cui giunta si è dimessa per questioni giudiziarie.

 

Il disegno di legge numero 23 votato dal Consiglio regionale stabilisce così solo un “range” entro cui si terranno le elezioni, tra l'1 settembre e il 15 dicembre, appunto. “Mi spiace che non siamo riusciti a fissare già una data ma abbiamo garantito una giusta finestra temporale – ha commentato il consigliere dell'Svp Gerhard Lanz – credo che occorra ancora una riflessione”.

 

Tra i temi toccati vi sono stati non solo la necessità di andare alle urne per ovviare al rito centrale della democrazia, ma anche i luoghi in cui votare, con il rischio che le scuole vengano chiuse non appena ripreso l'anno scolastico.

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