Coronavirus, allarme contagi in Trentino, c'è un nuovo focolaio in Rsa. Parolari: ''Situazione preoccupante, se peggiora pronti a fermare le visite agli utenti''
Sono due le strutture interessate da contagi ma, soprattutto in una, gli ultimi dati farebbero parlare di vero e proprio focolaio. Parolari: "Sapevamo che poteva accadere qualche contagio ma non che la situazione peggiorasse in maniera così repentina”

TRENTO. “La situazione ci sta preoccupando. Non pensavamo che potesse peggiorare in maniera così repentina. Le visite, se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, potrebbero essere fermate”. C'è molta preoccupazione nelle parole di Francesca Parolari, la presidente dell'Upipa, l'Unione Provinciale Istituzioni Per l'Assistenza.
Nelle ultime ore in Trentino sono tornati i contagi da coronavirus all'interno delle Case di Riposo. Sono due, fino ad ora, le strutture coinvolte. In una è stato registrato un caso di positività mentre in un'altra i soggetti positivi sarebbero molti di più. “Dalle informazioni che mi sono arrivate – spiega a ildolomiti Parolari – i contagi all'interno delle strutture sono aumentati. In un caso possiamo parlare effettivamente di un focolaio. E' una brutta notizia e la situazione è preoccupante”.
Il pensiero va alla situazione di qualche mese fa, alle centinaia di casi che hanno colpito le Rsa e i tanti, troppi, morti. Dalla fine del lock-down anche le strutture hanno adottato misure molto restrittive per le visite e l'organizzazione interna. Ci sono stati azioni di contingentamento, le visite agli utenti solo attraverso delle barriere protettive e agli operatori è stato fatto il tampone ogni una o due settimane.
Tutto questo, però, non è servito. E' evidente che in alcuni casi si è perso il controllo della situazione ed ora bisogna cercare di capire cosa è andato storto. “Queste azioni di contingentamento – spiega Parolari – non in tutte le strutture sono semplici da fare. Non sempre si riesce ad operare in singoli gruppi perché ci possono essere dei limiti strutturali. Nelle nostre strutture abbiamo messo in pratica soprattutto l'organizzazione di piccoli gruppi nelle attività per limitare la diffusione di eventuali contagi. Oltre ai tamponi agli operatori, sono gli unici modi per fare barriera al virus”.
I segnali arrivati nelle ultime 48 ore fanno salire l'allerta e la preoccupazione. “Le protezioni sono state messe tutte in campo – spiega Parolari – ma se ora abbiamo un peggioramento delle condizioni non so se riusciremo a proseguire con le visite come facciamo ora. Perché significa smuovere gli utenti da un piano all'altro e se ci sono contagi questo potrebbe diventare difficile. Uso il condizionale perché non voglio creare allarmismo e perché spero veramente che non arrivino altre positività”.
Di certo nessuno si aspettava un nuovo focolaio in una Rsa. “Speravamo che la situazione reggesse – conclude Parolari – anche se sapevamo che poteva accadere qualche contagio ma non che la situazione peggiorasse in maniera così repentina”.












