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Coronavirus, dal vergognoso titolo di Libero alle fake su Whatsapp. E a chi dice che è solo un'influenza, Burioni risponde: ''Niente panico ma niente bugie''

Dai messaggini audio che davano sabato due pazienti a Peschiera (falso) alle notizie della funivia di Sardagna chiusa (falso) si arriva alla prima pagina di un quotidiano nazionale. Il Paese è in piena psicosi e se è vero che in Italia sono oltre 8.000 le vittime ogni anno dell'influenza per il virologo la questione va tenuta sotto strettissimo controllo

Di Luca Pianesi - 23 febbraio 2020 - 19:58

TRENTO. ''Niente panico ma niente bugie'', scrive oggi il virologo Roberto Burioni che se prima non descriveva il coronavirus come la peste del nuovo millennio allo stesso tempo ha sempre detto di non sottovalutare la questione e, per esempio, aveva plaudito all'iniziativa dei governanti del Nord Italia (Fedriga, Fugatti e anche quegli Zaia e Fontana che si sono ritrovati lo stesso in casa i focolai principali della malattia).

 

Di panico ne stiamo vedendo tanto, tantissimo, spinto anche dalle bugie di pazzi irresponsabili che creano audio da far girare nelle chat di Whatsapp: in questo senso si pensi a quella di sabato dove una donna spiegava che a Peschiera erano stati ricoverati due malati QUI ARTICOLO ma per qualche arcano motivo forze oscure impedivano il diffondersi della notizia; ma audio ne erano girati tantissimi anche negli scorsi giorni, alcuni che sarebbero provenuti anche dalla Cina e raccontavano scenari apocalittici, virus sfuggiti al controllo di laboratori criminali, stile Umbrella Co. (per chi ha dimestichezza con i film e i giochi targati Resident Evil), e che quindi le dimensioni della cosa sarebbero state molto più gravi di quanto ci veniva raccontato. Balle clamorose visto che mai nella storia dell'uomo un virus è stato seguito con una tale attenzione (anche mediatica oltre che medico-scientifica) passo dopo passo, giorno dopo giorno, Stato dopo Stato, addirittura in tempo reale. 

 

Poi ci sono i problemi legati a siti e profili sui social che approfittano del momento per diffondere le loro fake news: oggi, per esempio, in Veneto i giornali veri hanno dovuto smentire le informazioni diffuse su presunti casi di Covid-19 nella provincia di Treviso: Casale sul Sile, Castelfranco e Conegliano. Contatta l'Ulss 2 Marca trevigiana ha smentito che vi siano positività. In Trentino, era circolata la notizia che la funivia Trento-Sardagna era stata fermata e come il Dolomiti siamo andati a verificare che, invece, tutto funzionava nella norma (QUI ARTICOLO).

 

Ma di panico ne stiamo vedendo tanto, tantissimo anche provocato da bugie e titoli aberranti prodotti da giornali che dovrebbero, invece, informare la cittadinanza: un caso su tutti, il ''solito'' Libero che ieri, in prima pagina, apriva: ''Prove tecniche di strage, il governo agevola la diffusione del virus''. Un titolo che in sé comprende tutto il peggio che si possa produrre con undici parole: far pensare a qualche tipo di complotto, giocare sulla paura delle persone, strumentalizzare la malattia e farlo addirittura per fini politici. In questo senso non possiamo che associarci al Tweet di Carlo Calenda che pur essendo all'opposizione di questo governo ha commentato così: "Non ho mai querelato un giornalista, da sostenitore della democrazia liberale (al contrario di Libero) considero sacra la libertà di stampa, ma la cialtronaggine in questo caso va oltre il lecito. Spero che il Governo, di cui sono all'opposizione, intervenga".
 

E al panico si aggiunge anche la confusione. Con un Paese in totale stato di psicosi, dove si stanno prendendo provvedimenti mai visti, si chiudono scuole, si fermano le aziende, addirittura si è fermato il calcio (a dimostrazione del fatto che la paura è il sentimento più forte in assoluto nell'animo umano e chi controlla la paura vincerà sempre) la direttrice responsabile di Macrobiologia clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo ha cercato di riportare la discussione su binari almeno un pochino più del buonsenso spiegando sul suo profilo Facebook che ''Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!''. E infatti non si deve dimenticare che ogni anno in Italia sono oltre 8.000 le vittime da influenza.

 

A lei, però, ha replicato il noto virologo e divulgatore Roberto Burioni che ha voluto sottolineare come ''il Coronavirus non può essere definito “poco più di un’influenza”''. E ha aggiunto sul suo sito, Medical Fact,  che non si devono creare “mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal Coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero”. Burioni aggiunge che “in questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio. Niente panico, ma niente bugie”. Insomma giusto mantenere alto il livello di attenzione ma non scadere nella psicosi collettiva. Lavarsi le mani e se si hanno dubbi o si crede di aver contratto il virus contattare il 1500 (non recarsi in ospedale, ma chiamare il medico a casa per i primi controlli),

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