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Coronavirus, Felicetti in campo: lo stabilimento di Predazzo a regimi massimi. ''La pasta un simbolo di sana positività''

L'intera filiera agroalimentare italiana è in prima fila durante questi giorni di "tempo sospeso". Il momento dell’#iorestoacasa  stimola pure a sperimentare certe ricette, tra tecniche di cottura, elaborazione di sughi più o meno intriganti, ‘impiattando’ poi penne, spaghetti o pasta dalle forme più ricercate imitando qualche blasonato chef

Di Nereo Pederzolli - 30 marzo 2020 - 12:16

TRENTO. La tavola e l’emergenza di questo biovirus, tra la voglia di ‘normalità’ alimentare e sani piaceri della gola. Il momento che cerca di rendere sereno la nostra ‘reclusione preventiva’ è quando ci si siede al desco domestico, specialmente quando in tavola si mette un piatto di pasta fumante. Perché è l’ingrediente tra i più frequenti nella dieta quotidiana, in Italia e in tantissimi paesi del mondo. Lo ribadisce anche Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani, manager della sua rinomata azienda di Predazzo.

 

"La pasta è sempre più richiesta e in questo periodo di ‘tempo sospeso’ diventa pure un alimento non solo di primaria necessità, ma anche un simbolo di sana positività" – sottolinea il dinamico imprenditore in una video chiamata, lui pienamente operativo e rigorosamente isolato nella sua abitazione, molto distante dalle strutture produttive fiemmesi. "Già a fine febbraio, per prevenzione, io e il mio staff del marketing ci siamo isolati, gestendo tutto in via telematica, per mettere anzitutto al riparo le nostre maestranze. Tutti, in queste settimane, chiamati a soddisfare una richiesta di pasta in piena, assoluta esponenziale crescita".

 

Lo stabilimento di Predazzo è davvero a regimi massimi. Riesce a gestire tutta la logistica dei trasporti, sia in entrata che verso la capillare distribuzione, nonostante qualche complicazione dovuta all’emergenza di queste ‘quarantene’ in atto sia in Europa che Oltreoceano.

 

"Ritmi di produzione decisamente elevati – sottolinea Felicetti – che manteniamo grazie all’impegno corale dei nostri collaboratori, in uno spirito di squadra che vede non solo la mia azienda, ma tutta la filiera agroalimentare italiana in prima fila".

Con i pastai – 130 le aziende più rappresentative, altre 100 artigianali disseminate nelle aree cerealicole vocate del Buon Paese – orgogliosi di offrire un prodotto facile quanto sicuro. A prezzi altrettanto consoni alle esigenze alimentare di ogni famiglia. Sicurezza in ogni fase: da quella dell’impasto della farina fino alla vendita finale dei vari formati di pasta al dettaglio, tutelando anche il ruolo della cassiera del negozio o il personale del supermarket.

 

Pasta che – in questi giorni dell’ ‘#iorestoacasa’ – stimola pure a sperimentare certe ricette, tra tecniche di cottura, elaborazione di sughi più o meno intriganti, ‘impiattando’ poi penne, spaghetti o pasta dalle forme più ricercate imitando qualche blasonato chef.

 

Nelle cucine domestiche così si possono facilmente condividere tante semplici quanto gustose ‘storie di pasta’. Inventando, copiando, scimmiottando, magari stravolgendo, comunque mangiando pasta con gusto.

Non a caso questo prodotto piace ai più, pasta che viaggia nel mondo senza neppure aver bisogno di una traduzione, né lessicale, nemmeno fonetica.

 

La famiglia di Riccardo Felicetti è da molti anni in prima fila nella promozione più sana e creativa della pasta nella gastronomia d’autore. Organizzando seminari di studio, congressi di gastronomia, tra il Salone del Gusto con Slow Food e la sperimentazione gastronomica più avanzata, Identità Golose, con cuochi del calibro di Norbert Niederkofler, Carlo Cracco, Davide Scabin e una nutrita (per numero) squadra di giovani promettenti ‘spadellatori’. Giovani delle varie scuole di cucina – Tione e Cavalese su tutte – che usano la pasta come ingrediente prioritario per soddisfare il palato, tra amalgama di sapori e piccoli escamotage per consentire a tutti – proprio a tutti noi – di mettere in tavola un piatto di pasta. La semplicità come vanto. E condiviso. Che in questi giorni dominati dallo stillicidio coronavirus diventa vero ingrediente di gioia e di speranza.

 

 

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