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Coronavirus, il Trentino segna l'aumento maggiore di positivi per abitante in Italia. Fondazione Gimbe: ''Dati che non devono allarmare ma va tenuta alta l'attenzione''

Nella settimana dal 22 al 28 luglio i nuovi positivi in Italia sono stati 1.736, in crescita del 23% rispetto ai sette giorni precedenti (1.408). Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva anche la crescita del numero dei positivi ricoverati con sintomi (749 , la settimana precedente erano 732): una risalita che non si verificava dallo scorso aprile

Di Luca Pianesi - 30 luglio 2020 - 17:16

TRENTO. E' la Provincia di Trento, per la Fondazione Gimbe, il territorio più in difficoltà in Italia per quanto riguarda l'epidemia da coronavirus arrivando addirittura a doppiare i ''secondi in classifica'', la Valle d'Aosta, per quanto riguarda l'incremento di casi positivi per 100.000 abitanti: in provincia di Trento sono 13,86, in Valle D’Aosta 7,96, in Emilia-Romagna 7,56, in Molise 7,53 e in Basilicata 7,28

 

A pesare su questi numeri vi è, senza dubbio, il caso del focolaio alla Bartolini di Rovereto anche se i positivi sono costantemente rinvenuti su tutto il territorio e devono spingere la comunità a mantenere altissima l'attenzione, anche perché questa dovrebbe essere la stagione più tranquilla dal punto di vista della diffusione dell'epidemia che, quindi, è importante rallentare ulteriormente. Il Trentino, insomma, torna in quella zona rossa che aveva abbandonato a maggio quando all'improvviso aveva deciso di cambiare il conteggio dei nuovi positivi falsando i dati nazionali e andando a far ''segnare'' nelle tabelle della Protezione civile solo i ''nuovi positivi con sintomi a 5 giorni'' e non ''tutti i positivi'' come facevano tutti gli altri territori d'Italia.

 

 

Il Dolomiti aveva fatto una serie di inchieste sull'argomento assieme anche all'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi e nonostante il ministero avesse chiarito che la Provincia di Trento aveva frainteso le direttive nazionali e stava effettivamente sbagliando a comunicare i suoi dati, il presidente Fugatti e l'assessore Segnana si erano presi la responsabilità di difendere pubblicamente la loro strategia che, certamente, li aveva portati all'improvviso da essere nei riquadri a rischio ad essere nella posizione più bassa, trasformando il Trentino in territorio praticamente Covid-free ma li ha poi esposti a una figuraccia nazionale quando a metà giugno tutti i positivi che non erano stati calcolati sono stati ri-aggiunti e la Pat è stata costretta a tornare a comunicare i dati correttamente.

 

Ora, quindi, il confronto con gli altri territori italiani è corretto e i dati elaborati dalla fondazione Gimbe sono tornati ad essere pienamente affidabili anche per il Trentino. ''Nella settimana dal 22 al 28 luglio - analizza il Corriere della Sera - i nuovi positivi sono stati 1.736, in crescita del 23% rispetto ai sette giorni precedenti (1.408) e questo a fronte di un lieve aumento dei tamponi. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva anche la crescita del numero dei positivi ricoverati con sintomi (749 , la settimana precedente erano 732): una risalita che non si verificava dallo scorso aprile''. Dati che non devono allarmare la popolazione ma devono, come ha spiegato il presidente della fondazione Nino Cartabellotta, rappresentare delle spie che mantengano ben alto il livello di attenzione in politici e cittadinanza. 

 

Nel dettaglio, questi sono i dati della settimana 22-28 luglio: i decessi sono stati 50 (+0,1%); i ricoveri in terapia intensiva sono scesi di 9 unità (-18,4%); le persone ricoverati con sintomi sono state 17 in più (+2,3%); i tamponi diagnostici sono cresciuti del 10% arrivando a quota 17.859. Nel quadro di un deciso incremento dei nuovi casi nella settimana 22-28 luglio rispetto alla precedente (+328) si rilevano notevoli variazioni locali. Solo in 6 Regioni i casi sono in riduzione, mentre in 15 sono in aumento. Incremento moderato in Emilia-Romagna (+70), la provincia autonoma di Trento (+65) e Campania (+56), netta riduzione in Veneto (-73). Parametrando i nuovi casi alla popolazione residente, tra le Regioni che fanno registrare il maggior incremento per 100.000 abitanti, svetta la provincia di Trento (13,86), seguita da Valle D’Aosta (7,96), Emilia-Romagna (7,56), Molise (7,53) e Basilicata (7,28).

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