Coronavirus, un mese di dati sbagliati da Fugatti e Segnana ai cittadini: la Pat ammette (nel silenzio generale) che mancavano 387 contagi
Sul sito della Protezione civile mercoledì è apparso un asterisco dove si spiega che la Provincia di Trento ''ha effettuato un ricalcolo dei dati''. Oltre ad essere tolti dei decessi (quelli della prima fase quando il Trentino non faceva i tamponi) compaiono 387 contagi in più. Sono esattamente il numero che mancava tra i ''contagi a 5 giorni'' che il Trentino ha comunicato alla Protezione civile dal 4 maggio in poi e i contagi veri che teneva il Dolomiti (e che in vari articoli e inchieste aveva denunciato mancare). Guarda i VIDEO di Fugatti e Segnana che anche davanti all'errore giustificavano la loro strategia oggi certificata sbagliata

TRENTO. Alla fine, in silenzio, pur continuando il presidente Fugatti, per giorni in conferenza stampa, pubblicamente a ripetere che era giusto come stava facendo la Provincia di Trento (e di conseguenza che era sbagliato come stavano facendo tutti gli altri territori), la Pat ha dovuto correggere il tiro dimostrando che i numeri che per circa un mese comunicavamo alla Protezione civile e che quindi venivano mostrati alla comunità con tanto di spiegazione erano sbagliati.
La correzione ufficiale è comparsa sul sito della Protezione civile mercoledì: ''*Si comunica che la Provincia Autonoma di Trento ha effettuato un ricalcolo dei dati: 61 deceduti in meno rispetto a quanto precedentemente comunicato; 447 guariti in più rispetto a quanto precedente comunicato; totale casi aumentano di 387 unità rispetto a quanto precedentemente comunicato''. E contemporaneamente sulle tabelle dell'Apss sono comparsi degli asterischi che si riferiscono ai ''soggetti con diagnosi Covid clinicamente o radiologicamente accertata''.
Per capire cosa vuol dire tutto ciò bisogna fare un passo indietro, a marzo, quando l'epidemia era in pieno sviluppo e il Trentino era tra i fanalini di coda tra le regioni travolte dal coronavirus nel fare i tamponi (si è dovuti arrivare a delle lettere esplicite dirette a Fugatti e Segnana da parte dell'ordine dei medici e degli infermieri, oltre alla pressione mediatica, per far cambiare strategia alla Giunta mentre Fugatti nelle ultime settimane non fa che vantarsi del fatto che adesso, che la tempesta è passata, siamo tra i primi in Italia per numeri di tamponi). Ebbene in quella prima fase venivano conteggiati come positivi al coronavirus anche quelli che presentavano i sintomi ed erano entrati in contatto con persone positive certificate da tampone.
Insomma, forse per risparmiare tamponi, non li si faceva su chi era già certo che aveva contratto il virus (per sintomi e vicinanza a un contagiato). Ora, però, la Protezione civile chiede chiarezza e quindi sono stati decurtati una sessantina di decessi e circa 550 guariti (che prima erano considerati contagiati) che probabilmente erano stati inseriti con il vecchio conteggio (ma come sappiamo i decessi collegati a Covid sono molti di più anche se non c'è stata l'ufficialità del tampone) e oggi sono stati tolti da quello ufficiale (pur restando su quello dell'Apss).
Ma per fare chiarezza si doveva andare a valutare anche la ormai mitica strategia adottata solo dal Trentino di far inserire nella tabella della protezione civile, a partire dal 4 maggio, i soli positivi con sintomi a 5 giorni. Una cosa assurda della quale l'ex rettore Bassi aveva chiesto conto al ministero (che aveva chiarito che la Provincia di Trento aveva frainteso le indicazioni ministeriali) e che noi de il Dolomiti avevamo dimostrato essere sbagliata facendo l'analisi dei dati (il Trentino con questa mossa era passato da essere uno dei 4 territori italiani più in crisi per i contagi ad essere quello più sicuro in poco più di una settimana, passando, per esempio, dai 66 nuovi positivi comunicati il 3 maggio ai 3 del 5 maggio).
Scoperto l'incredibile errore, Fugatti non lo ha mai avuto la forza di ammetterlo, anzi. Ha sempre ribadito ai cittadini nelle conferenze pubbliche che così si doveva fare e in questo modo, sbagliato, il Trentino ha continuato a mentire al resto del Paese, pur sapendo di farlo perché avvisato. Accadeva ogni giorno quanto vedete qui sotto: il 7 maggio c'erano 55 positivi totali ma noi ne comunicavamo 3 alla Protezione civile

Poi, all'improvviso nel silenzio generale (e forse sperando che nessuno se ne accorgesse visto che ormai i dati viaggiavano su dei +1, 0, +2 che creavano poca differenza), dal 7 giugno qualcosa è cambiato e i dati si sono allineati. I nuovi positivi che venivano comunicati dal Trentino alla protezione civile non erano più solo i ''nuovi positivi'' segnati dall'Apss ma tutti i contagiati come si può vedere chiaramente da questa immagine qui sotto riferita al 18 giugno (col metodo sbagliato la Pat avrebbe comunicato i 3 casi nuovi, invece era passata al metodo giusto dando gli 8).

Noi, ovviamente, avevamo proseguito il conteggio seguendo le linee nazionali sin dal 4 maggio (qui per vedere la tabella completa) e così per il Dolomiti è stato facile calcolare i casi totali che ci sono stati realmente dal 4 maggio al 19 giugno in Trentino (abbiamo preso quest'ultima data come punto di riferimento per completezza anche se avremmo potuto fermarci al 7 come detto qui sopra).
Ed ecco la magia: il totale di positivi veri dal 4 maggio al 19 giugno è di 598, quello che la Pat ha comunicato alla Protezione civile è 211. La differenza, guarda caso, è 387. Proprio il dato del ricalcolo comunicato dalla Pat mercoledì nel totale dei casi alla Protezione civile. Ovviamente dopo aver sbagliato per un mese pubblicamente non c'è stato nemmeno uno ''scusate'' ufficiale. E chissà se qualcuno si prenderà la responsabilità di quanto accaduto.












