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Coronavirus, ''miracolo Trentino'' come cambiando la comunicazione dei dati la Provincia di Trento è passata dalla ''zona rossa'' a ''Covid-free''

Quanto abbiamo analizzato negli scorsi giorni oggi viene confermato anche dalla Fondazione Gimbe che basandosi sui dati comunicati dai territori alla Protezione civile non ha potuto che elaborare questo grafico. Da quando il Trentino comunica a Roma solo i positivi con sintomi negli ultimi 5 giorni (''un evidente fraintendimento'' per il ministero della salute ma a Trento importa poco) tutto è cambiato

Di Luca Pianesi - 15 maggio 2020 - 11:14

TRENTO. Con i nuovi dati tutto è cambiato per il Trentino. L'analisi l'avevamo fatta anche noi qualche giorno fa spiegando come per un errore marchiano compiuto dall'amministrazione, che oggi appare sempre più evidente ma che Provincia e Azienda sanitaria continuano a non ammettere, quello che era uno dei territori più a rischio d'Italia e che faceva più fatica ad abbattere la curva del contagio all'improvviso, secondo le cifre ''fai da te'' comunicate a Roma si ritrova ad essere sotto a tutti anche a regioni a contagio zero da tempo come l'Umbria. La nostra analisi ci aveva portato ad elaborare questo grafico basato sul rapporto contagi/tamponi rilevati stando ai dati comunicati alla Protezione Civile dai territori che avevamo preso in esame.

 

 

 

Oggi a certificare la bontà del nostro studio e che qualcosa di strano è successo nella comunicazione della Pat è arrivata anche la Fondazione Gimbe (quella alla quale attingono poi tutti i quotidiani nazionali per le loro analisi) che, dovendosi basare proprio su quei dati comunicati dalla Provincia di Trento (e inseriti nella tabellona della Protezione Civile nazionale) ha elaborato il solito grafico che monitora il contagio nei diversi territori.

 

Ebbene se il grafico precedente (basato sui dati veri comunicati in aprile come quello precedente ancora) ci vedeva tra i 4 territori ancora in Fase-1, oggi il Trentino per i dati comunicati nella settimana 7 - 14 maggio è quello che ''sta meglio'' di tutti. Meglio della Provincia di Bolzano, meglio della Basilicata, meglio di chiunque altro per crescita di contagio. E interessante è notare come tutti gli altri territori restino più o meno nella stessa posizione di quella dell'analisi precedente mentre solo il Trentino passa da essere in alto (riquadro rosso) per poi riapparire, fuori classifica, nel riquadro giallo ma con l'incremento di casi più basso di tutti.  

 

 

 

IL 4 MAGGIO LA PROVINCIA DI TRENTO CAMBIA A COMUNICARE I DATI

 

 

 

Il perché ve lo abbiamo già spiegato negli scorsi giorni e il ministero della salute lo aveva certificato in una lettera inviata nei giorni scorsi all'ex rettore Bassi. Il Trentino di Fugatti ha male interpretato una circolare del 30 aprile che prevedeva di monitorare la curva del contagio secondo vari parametri tra i quali anche quello di tenere scorporati dal totale dei nuovi positivi quei ''nuovi casi con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni''. Il problema è che il Trentino, dal 4 maggio, ha cominciato a inserire nel tabellone della Protezione Civile nazionale alla voce ''casi totali'' solo quelli con sintomi negli ultimi 5 giorni. E così nella settimana presa in esame da Gimbe i dati utilizzati per il Trentino sono quelli qua sotto (mentre i casi totali sarebbero stati quelli a fianco). In buona sostanza stando solo alla settimana 7 -14 maggio il Trentino ha comunicato in totale 32 nuovi contagi contro i 224 registrati realmente.

 

GIORNOCONTAGI TOTALICONTAGI COMUNICATI
08/05/20302
09/05/20387
10/05/20343
11/05/20232
12/05/20286
13/05/20339
14/05/20383
TOTALE22432

 

 

Dati diversissimi da quelli di tutti gli altri territori che continuano a mantenere una decrescita dei nuovi casi rilevati (come anche in Trentino, per fortuna, la curva si sta abbattendo anche con i dati totali veri ma con una velocità che non ha niente a che vedere con quella che stiamo mostrando all'Italia e al mondo) ma molto più ''equilibrata'' di quella miracolosa della Provincia di Trento. Stefano Marro, della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria (Ufficio Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale) del Ministero della Salute ha risposto al riguardo all'ex rettore Bassi che il fatto che il Trentino utilizzi quel dato dei 5 giorni come riferimento ''si tratta di un evidente fraintendimento del contenuto dei documenti pubblicati in data 30 aprile''. La Provincia di Trento, con il direttore dell'Azienda sanitaria Bordon e il presidente della Provincia Fugatti sostengono di no (QUI LA LETTERA integrale e la risposta di Bordon).

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