Coronavirus, l'Apss: ''Riconvertiamo un altro piano dell'ospedale di Rovereto. E aumentiamo anche i posti letto in terapia intensiva''
L'Azienda provinciale per i servizi sanitari continua la riorganizzazione del sistema provinciale. La situazione epidemiologica è in peggioramento sul territorio e le autorità predispongono le contromisure per affrontare la seconda ondata del coronavirus

TRENTO. E' salito il numero dei pazienti in cura a causa di Covid-19. Sono 46 le persone in ospedale tra Trento e Rovereto, nessuno si trova in terapia intensiva. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari continua la riorganizzazione del sistema provinciale. La situazione epidemiologica è in peggioramento sul territorio e le autorità predispongono le contromisure per affrontare la seconda ondata del coronavirus.
Nelle scorse settimane è stato riaperto il reparto Covid al quinto piano dell'ospedale di Rovereto. "Attualmente - dice Pier Paolo Benetollo, direttore generale dell'Apss - abbiamo 14 pazienti ricoverate a malattie infettive a Trento. Altre 32 persone si trovano nella città della Quercia: qui ci prepariamo a riconvertire anche il reparto di geriatria al quarto piano e gli ospiti devono essere dimessi o spostati. Si prevede anche di dirottare gli accoglimenti al pronto soccorso".
Adesso le terapie intensive sono vuote, ma l'intenzione è quella di aumentare i posti letto. "E' ragionevole pensare che possano servire questi spazi e ci attrezziamo in questa direzione. Prevediamo i passaggi necessari per farci trovare pronti. Se i pazienti - aggiunge il dirigente - dovessero aumentare in modo significativo vedremo di orientare le attività in questo senso, quindi la sospensione di visite e interventi non urgenti".
Tra le azioni intraprese nei giorni scorsi, anche il potenziamento dei posti letto alla Rsa Covid di Volano, ora sono occupati 37 su 80 letti. Sono 3 le Rsa interessate dal contagio: Pinè, Malè e la Solatrix. Ci sono poi 16 case di riposo senza contagio tra gli ospiti ma con casi tra gli operatori. Alle Rsa di transito, Ala e Dro, ci sono rispettivamente 12 e 22 persone. "I protocolli funzionano e durante l'estate ci siamo preparati. Adesso prevediamo di adeguare le linee guida all'ultimo Dpcm. Anche a Tione siamo pronti a organizzarci se necessario", conclude Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia di Trento.












