Coronavirus, le Rsa al centro di un vertice con la Provincia, ma non cambia nulla per le visite e i nuovi ingressi
Nonostante la spinta delle Acli, che si sono fatte portavoce dei disagi manifestati da moltissimi ospiti e dai parenti, così come della lettera inviata all'assessora Stefania Segnana e al presidente Maurizio Fugatti, le regole non cambiano. In arrivo un piano anti-Covid per tutte le strutture

TRENTO. "Non si possono compiere ulteriori passi in avanti", questo il commento di Francesca Parolari, presidente di Upipa, sulla gestione delle Rsa in questa fase dell'emergenza Covid-19. "Non ci possiamo permettere cambiamenti perché le norme vietano determinate azioni, ma soprattutto per i contagi in aumento".
Niente di nuovo sul fronte delle visite nelle case di riposo. Nonostante la spinta delle Acli, che si sono fatte portavoce dei disagi manifestati da moltissimi ospiti e dai parenti, così come della lettera inviata all'assessora Stefania Segnana e al presidente Maurizio Fugatti, le regole non cambiano (Qui articolo). Questa la decisione uscita dal vertice nel quale sono stati messi a punti i piani anti-Covid per affrontare l'autunno e cercare di prevenire la diffusione del coronavirus.
Le Rsa trentine restano, inoltre, ancora in attesa delle direttive nazionali. Anche per quanto riguarda l’ingresso di nuovi ospiti nelle strutture non ci sono altre novità: "Possiamo accettare altri anziani solo se la situazione epidemiologica resta stabile - aggiunge Parolari -. Dobbiamo far sì che il sistema regga per continuare ad allentare le misure di contingentamento".
Nell’incontro di lunedì 31 agosto si è inoltre discusso di come gestire i dispositivi di protezione individuale, come affrontare la stagione delle influenze e come far fronte a un’eventuale risalita nel numero di contagi. E' stata anche segnalata la necessità urgente di effettuare i test rapidi per individuare casi sospetti sul nascere e non sprecare spazi e Dpi.
Erano presenti al vertice i rappresentanti dell’assessorato alla salute, Apss, Task force Rsa, Upipa e Spes. Le singole Apsp hanno presentato i piani Covid e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari li restituirà revisionati affinché possano seguire un piano coerente e organico sul territorio, rispettando però le esigenze di ogni struttura.












