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Coronavirus, l'ex presidente dei medici: ''La Provincia ha scelto un utilizzo limitato del tampone. Perché il Trentino non segue le indicazioni dell'Oms?''

I casi totali in Trentino di coronavirus sono 857 dopo l'aggiornamento di giovedì 19 marzo, ma sono 533 le persone che hanno effettuato un tampone, mentre le altre 324 hanno avuto contatti con le persone risultate positive e presentano dei sintomi, ma non sono state sottoposte a questo controllo. Barbacovi: "E' evidente che dovremo aumentare di molto i tamponi eseguiti assieme all’isolamento sociale che, da solo, temo non sia sufficiente"

Pubblicato il - 19 marzo 2020 - 13:09

TRENTO. "Nella difficile battaglia contro la diffusione dell’epidemia di coronavirus la nostra Provincia ha scelto la strada di un utilizzo limitato del tampone naso-faringeo a scopo di individuazione dei casi di pazienti infetti". Così Paolo Barbacovi, già ufficiale sanitario, medico di medicina generale ed ex presidente dell'Ordine dei medici della Provincia di Trento. 

 

"Un alto dirigente dell'Oms - prosegue l'ex presidente dell'Ordine dei medici in una lettera che pubblichiamo in forma integrale - raccomanda l'uso del tampone ai pazienti impegnativi ospedalizzati ma anche ai sintomatici sospetti e ai contatti stretti di questi ultimi, proprio quello che non stiamo facendo in Trentino".

 

I casi totali in Trentino di coronavirus sono 857 dopo l'aggiornamento di giovedì 19 marzo, ma sono 533 le persone che hanno effettuato un tampone, mentre le altre 324 hanno avuto contatti con le persone risultate positive e presentano dei sintomi, ma non sono state sottoposte a questo controllo. Una scelta della Provincia in accordo con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. 

 

"E' evidente - prosegue - che dovremo aumentare di molto i tamponi eseguiti assieme all’isolamento sociale che, da solo, temo non sia sufficiente. L’ investimento tecnico ed economico in tamponi - evidenzia Barbacovi - per elevato che potrà essere sarà sempre meno oneroso dei tanti decessi e ricoveri in terapia intensiva che potremmo avere nei prossimi giorni".

 

La lettera in forma integrale

 

Nella difficile battaglia contro la diffusione dell’epidemia di Coronavirus la nostra Provincia ha scelto la strada di un utilizzo limitato del tampone naso-faringeo a scopo di individuazione dei casi di pazienti infetti.

 

Il tampone viene eseguito, mi pare di aver capito, ai soli pazienti con sintomatologia conclamata che vengono ospedalizzati. Alla maggioranza dei pazienti con sintomatologia lieve o media che rimangono al loro domicilio anche se sospetti per infezione da Coronavirus il tampone non viene somministrato, così come il altri casi. Il risultato è che le statistiche degli infetti sembrano parziali e non rispondenti al quadro generale.

 

Questi pazienti però hanno spesso anche persone conviventi nel loro domicilio. Tecnicamente, dal punto di vista epidemiologico vengono definiti contatti stretti, e nemmeno a loro viene somministrato il tampone.

 

Questi contatti però non sono in quarantena ed in molti casi vanno al lavoro diventando, quindi, possibili diffusori del virus. Non credo che questa modalità di affrontare l’epidemia sia adeguata perché rischia di non riuscire ad interrompere la catena del contagio.

 

In una intervista al tg1 delle ore 13,30 di oggi, un alto dirigente dell’Oms a proposito dell’uso del tampone raccomanda di somministrarlo ai pazienti impegnativi ospedalizzati ma anche ai sintomatici sospetti ed ai contatti stretti di questi ultimi, proprio quello che in Trentino non stiamo facendo.

 

È evidente che dovremo aumentare di molto i tamponi eseguiti assieme all’isolamento sociale che, da solo, temo non sia sufficiente. L’ investimento tecnico ed economico in tamponi per elevato che potrà essere sarà sempre meno oneroso dei tanti decessi e ricoveri in terapia intensiva che potremmo avere nei prossimi giorni.

 

Non solo la Regione Veneto ma molti epidemiologi ed immunologi stanno proponendo questo tipo di approccio, mi auguro che anche il Trentino li ascolti.

 

Dott. Paolo Barbacovi, già ufficiale sanitario, medico di medicina generale ed ex presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Trento

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