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Coronavirus, l'impatto più forte del contagio nelle zone dello sci (Fassa-Fiemme e Giudicarie su tutti). Fugatti: ''Chiusi i parchi e i supermercati la domenica''

Il direttore del dipartimento prevenzione Ferro ha mostrato una mappa che mostra il cosiddetto ''tasso di prevalenza'' (riporta il peso di un fenomeno all'interno di una popolazione definita) che evidenzia chiaramente qual è il trend e lancia un appello: ''I residenti di quelle zone restino nel loro territorio, non diffondiamo il virus''. Il presidente della Pat prende nuovi provvedimenti per contrastare il coronavirus

Di Luca Pianesi - 20 marzo 2020 - 19:12

TRENTO. Chiusura di parchi e giardini pubblici e chiusura dei negozi (e quindi dei supermercati) per domenica. Queste le due decisioni prese dalla giunta Fugatti con un'ordinanza che fissa, finalmente, regole chiare rispetto ai troppi cittadini che ancora non si stanno adeguando alle disposizioni nazionali e all'indicazione numero uno che serve per rallentare la diffusione del coronavirus: ''Restate a casa''. 

 

Le due decisioni arrivano dopo l'ennesimo aumento dei casi di contagio in Trentino (210 in più rispetto a ieri portando il totale a 1067 contagi e 13 decessi totali) e all'aggravarsi della situazione nel veronese ''un territorio collegato al Trentino - ha detto Fugatti - come lo è Brescia che è collegata a Bergamo. Quindi visto anche quanto sta succedendo intorno a noi abbiamo deciso per questi provvedimenti''. In particolare quello che riguarda i supermercati si è reso necessario dopo che alcune catene avevano dato il loro ok alla chiusura mentre altre non avevano risposto alla richiesta della Provincia. ''E allora abbiamo deciso di agire con un'ordinanza'', ha completato il presidente della Provinicia.

 

Per quanto riguarda i parchi e i giardini anche questo è un provvedimento resosi necessario dopo che tante, troppe, persone in questi giorni hanno dimostrato di non essere capaci di adeguarsi alle regole e si sono ritrovate negli spazi pubblici a giocare a basket, calcio, fare passeggiate o chiacchierate.

 

 

Il direttore del dipartimento prevenzione Ferro ha quindi spiegato come in questo momento il peso del fenomeno sia concentrato sulle zone dove due settimane fa (dal 5 all'8 marzo) si è avuta l'invasione dei turisti per le piste da sci aperte. La mappa qui sopra mostra il cosiddetto tasso di prevalenza (quantifica il ''peso'' di una malattia su un territorio fissando è il rapporto fra il numero di eventi sanitari rilevati in una popolazione in un definito momento e il numero degli individui della popolazione osservati nello stesso periodo) su 100.000 abitanti e il risultato è molto impattante con Val di FiemmeVal di Fassa che insieme hanno dati altissimi come anche Val di Sole e Valli Giudicarie. Un tasso di prevalenza molto alto se paragonato con le ben più popolose aree della Valle dell'Adige e della Vallagarina (come si può vedere qui sopra).

 

 

E allora Ferro ha aggiunto un ''appello alla popolazione della Val di Fiemme e della Val di Fassa, della Val di Sole e delle Giudicarie: restate lì. Non venite a salutare parenti in Valle dell'Adige. Rispettate le regole''. Insomma, non rischiate di far estendere il contagio in zone dove ancora il virus è meno forte e meno radicato.

 

E sulla questione ''piste da sci'', che forse sarebbe stato meglio chiuderle prima dell'11 marzo come voleva fare il presidente della Pat e del 10 marzo come ha poi imposto il Governo Conte, Fugatti (che solo il 5 marzo, mentre Conte chiudeva tutte le scuole d'Italia, lui invitava dal suo profilo Facebook i turisti italiani a venire a sciare perché ''L'Italia è un paese sicuro, visita il Trentino'') si è spiegato così: ''Ogni giorno è un giorno nuovo. Ogni giorno devi prendere scelte difficili e nessuno può dire di aver fatto tutto giusto. Ogni giorno scopriamo cose nuove. Se avessimo chiuso le piste prima oggi saremmo stati diversi dagli altri ma in quel momento non era prevedibile''.

 

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