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Coronavirus, molti negozi hanno già chiuso. E' boom per la spesa online. Al Poli prenotazioni quasi esaurite fino a domenica: ''Stiamo raddoppiando il servizio''

L'Unione Commercio e Turismo di Rovereto e Vallagarina chiede che si facciano chiudere per legge gli esercizi commerciali (non i supermercati e i negozi di alimentari che resteranno aperti sempre e comunque). Piffer, presidente dell'associazione dei commercianti al dettaglio del Trentino:'' Dall'Imis, ai mutui a una richiesta di nuova liquidità abbiamo già fatto proposte concrete alla politica''

Di Luca Pianesi - 11 marzo 2020 - 13:40

TRENTO. “Raccogliendo le sollecitazioni pervenute da numerosi nostri associati chiediamo con forza che chi ne ha la responsabilità istituzionale decida al più presto di disporre la chiusura totale delle attività economiche del terziario, fatte salve quelle che garantiscono la fornitura dei generi alimentari e dei beni di prima necessità''. E' Marco Fontanari, presidente dell’Unione Commercio e Turismo di Rovereto e Vallagarina a chiedere misure ancor più drastiche di quelle già in atto in questo momento per tutelare la salute della clientela ma anche delle centinaia di collaboratori e dipendenti che nelle imprese lavorano.

 

''Con grande disponibilità e il massimo impegno - spiega Fontanari - abbiamo messo in atto tutti i comportamenti e le disposizioni organizzative per adeguarci a quanto deciso dal governo nazionale, per assicurare la tutela della salute pubblica, che resta la priorità per tutti. Nostro malgrado, però, abbiamo dovuto prendere atto che per molte imprese risulta impossibile conciliare le esigenze lavorative con le misure introdotte per combattere il Covid-19: le limitazioni alla mobilità anche all’interno del territorio del Comune di residenza, la chiusura di tutte le scuole, il rallentamento dei consueti ritmi lavorativi di molti uffici e realtà produttive hanno reso davvero difficile portare avanti l’attività da parte delle nostre aziende”.

 

E infatti, se per molti dipendenti è possibile lavorare da remoto, attivare lo smart working, rimanere a casa e portare, così, avanti le proprie attività, per negozianti, commessi, ristoratori, baristi, camerieri e per tutti quelli che del contatto con il cliente fanno il fulcro della loro attività diventa impossibile proseguire con l'attività in questo modo. ''Stiamo lavorando ininterrottamente da molti giorni – spiega Massimo Piffer presidente dell'associazione dei commercianti al dettaglio del Trentino – per poter consigliare al meglio i nostri associati sul da farsi. La situazione è difficile perché saremmo mossi dal sentimento di dire “chiudiamo tutto” ma siamo consapevoli che alcune attività devono rimanere aperte per garantire l’approvvigionamento di beni di prima necessità. Il mio pensiero, ora, è rivolto principalmente alla sicurezza collettiva e quindi penso ad una chiusura generale degli esercizi commerciali che non vendono beni di prima necessità: un sacrificio enorme, non c’è dubbio, ma volto a garantire il bene di tutti''.

 

In questo quadro, detto che i supermercati non chiudono e non chiuderanno comunque (perché il decreto del presidente del consiglio è chiarissimo in tal senso e i negozi di generi alimentari, a prescindere dalle dimensioni, potranno tenere aperto anche nel fine settimana) nemmeno se si trovano all'interno di centri commerciali, il Gruppo Poli sta avendo un vero e proprio boom di richieste di spesa online. Consultando il loro portale, ad oggi, i primi posti liberi per ritirare la spesa con questo importantissimo e innovativo servizio si trovano la domenica pomeriggio, quindi tra 5 giorni.

 

 

''Abbiamo già raddoppiato il servizio - spiega a il Dolomiti il direttore affari generali del Gruppo, Mauro Poli - perché comunque, chiaramente, ci sono dei tempi tecnici per caricare le spese. Quando arriva l'ordine dal cliente i prodotti vengono separati e messi a seconda dei casi nei freezer, nei frigo o tenuti all'esterno e quando arriva l'orario di consegna, la spesa va imbustata e portata alla macchina del cliente che arriverà nel posteggio apposito. In questi giorni di grande richiesta, stiamo spostando del personale per poter aumentare il servizio e renderlo ancor più efficiente''.

 

L'emergenza, insomma, sta facendo cambiare comportamenti e abitudini sia degli esercenti che dei cittadini e, per esempio, in questi giorni se ci si reca in un bar sono gli stessi camerieri e gestori dei locali a chiedere ai clienti di sedersi a un metro di distanza l'uno dall'altro come nei supermercati le cassiere ripetono, quasi come fosse un mantra, la frase ''rispettate le distanze''.  ''L’emergenza non sarà superabile nell’immediato – aggiunge Piffer – ma abbiamo il dovere di guardare fiduciosi al futuro ed anche su questo ci stiamo muovendo. Non si fermano, infatti, i progetti di innovazione digitale, indirizzati al settore del commercio, che abbiamo iniziato a fare a gennaio. Li stiamo, con grande sacrificio e passione, portando avanti per averli disponibili quando l’emergenza sarà conclusa. Un atto dovuto, un grande sforzo che stiamo facendo per permettere davvero una ripresa che sia il più veloce possibile''. 

 

E poi ci sono le misure politiche provinciali da mettere in campo. ''Abbiamo suggerito alcune linee di intervento per sostenere le aziende che andranno più in difficoltà - conclude il presidente dell'associazione dei commercianti al dettaglio del Trentino - e anche in questo, tra il predicare e l’essere concreti, c’è di mezzo il mare. Non abbiamo fatto osservazioni e proposte teoriche o annunci da bacheca, ma ci siamo permessi di suggerire alcune azioni molto concrete: lo spostamento del versamento di giugno dell’Imis; una nuova linea di credito per favorire la liquidità delle imprese attraverso un prestito bullet di 12 mesi, prorogabile, garantito da Confidi e con tasso di interesse coperto dall’intervento provinciale; una moratoria di 12/18 mesi sui mutui in essere per tutte le aziende; azioni di semplificazione nell’attività istruttoria e di pagamento degli incentivi pubblici''.

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