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Coronavirus, sono 18 i casi in Trentino, sette in più rispetto a ieri. L'appello del Dipartimento prevenzione: ''Rispettate la quarantena per la comunità''. VIDEO ALL'INTERNO

La Provincia e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno poi elencato i sette nuovi casi. La conferma nell'aggiornamento odierno

Di Luca Andreazza - 07 marzo 2020 - 20:26

TRENTO. "E' importante capire l'origine del contagio, fin a quando è possibile individuare il paziente indice, diventa anche possibile l'isolamento e riuscire a chiudere le porte al contagio", queste le parole di Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione. Nella giornata di oggi, sabato 7 marzo, i casi trentini sono saliti a diciotto, sette in più rispetto a ieri ma la provenienza del contagio risale a fuori provincia. "Se non si dovesse riuscire a risalire al paziente zero - aggiunge il direttore - diventa difficile apporre i sistemi di contenimento e le misure di sanità pubblica devono cambiare".

 

Un appello, quindi, alle persone in quarantena, oltre un centinaio. "Una misura estremamente importante e utile per i familiari e amici - evidenzia Ferro - ma soprattutto per la comunità trentina. Chiediamo che venga rispettata in modo stretto e se proprio devono uscire devono indossare la mascherina. Fondamentale seguire il protocollo al pronto soccorso per non avere le problematiche delle Regioni vicine. Nessun operatore in quarantena è attualmente positivo ma questa misura è preventiva".

 

La Provincia e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno poi elencato i sette nuovi casi, compreso quello di un'anziana ultraottantenne ricoverata a Feltre e poi rientrata in Rsa a Canal S. Bovo, che si trova quindi in isolamento all’interno della casa di riposo. "Sono in quarantena sette operatori sanitari della Rsa", commenta l'assessora Stefania Segnana (Qui articolo), mentre c'è un primo paziente in terapia intensiva: un 66enne entrato al pronto soccorso di Cles e trasferito all'ospedale di Rovereto.

 

 

"Confermati anche in questo caso - prosegue Segnana - come quello anticipato ieri della signora della val di Cembra, i contatti con frequentazioni esterne. Le condizioni di salute sono buone. Positivo anche un uomo di 55 anni che si è presentato all'ospedale di Cavalese. Non risiede in zona e si ritiene anche per lui che il contagio sia avvenuto per frequentazioni esterne".

 

 

In due altri casi la scoperta del contagio è avvenuta attraverso la chiamata domiciliare dell’equipe sanitaria. E' stato disposto l’isolamento nelle rispettive abitazioni, mentre due persone si sono presentate all’ospedale di Trento. "Il rispetto dei protocolli è scrupoloso e ha evitato ulteriori contagi - continua Segnana - nessun operatore sanitario trentino che ha intercettato i casi è stato messo in quarantena".

 

E' stato poi comunicato che due turisti provenienti da Codogno si sono presentati al pronto soccorso di Trento. Trattati secondo il protocollo di sicurezza, sono in corso le azioni per il rientro in Lombardia (Qui articolo). In questo momento l'intenzione non è quella di denunciarle ma seguire il percorso sanitario e di collaborare con la Regione lombarda.

 

 

"Sono state ricostruire l'epidemiologia e si conferma in questo momento che il contagio proviene da fuori provincia - dice il presidente Maurizio Fugattinon c'è un focolaio in Trentino. Tutti i casi intercettati e seguiti hanno permesso di ricostruire l’origine del contagio e di conseguenza questo è stato circoscritto. Questo è importante, anche se ovviamente l'allerta resta alta perché i numeri sono oggettivamente in crescita".

 

Per quanto riguarda le raccomandazioni agli impianti funiviari, riguardano in particolare l’accesso alle telecabine, il presidente chiede il rispetto delle raccomandazioni dopo le code di oggi sugli impianti.

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