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| 07 mar 2020 | 18:11

Coronavirus, salgono a 18 i casi in Trentino. Un 66enne in terapia intensiva, un'anziana risultata positiva in Rsa

La conferma dalla Provincia e dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Dopo i casi confermati da Provincia e Apss nella giornata di ieri, venerdì 6 marzo, quando erano stati trovati positivi un paziente di Rovereto, uno di Cles, un altro di Trento e l'undicesimo era stato registrato a Cavalese. Un centinaio i cittadini in quarantena

TRENTO. Salgono a diciotto i casi di coronavirus in Trentino, un paziente è risultato positivo a Rovereto e un altro a Trento, mentre in Alto Adige il dato si attesta a nove unità

 

"Un caso particolare - commenta l'assessora Stefania Segnana - in quanto un'anziana è stata ricoverata a Feltre e poi è rientrata in Rsa a Canal San Bovo e quindi è risultata positiva. Sono tre i contatti della signora, messi in isolamento all'interno della casa di riposo e messi in quarantena, insieme ai sette operatori in Rsa. Il reparto di geriatria a Feltre è stato chiuso, ci tenevamo a specificarlo perché il contatto è avvenuto fuori dal territorio provinciale".

 

C'è anche un primo paziente in terapia intensiva. "Un 66enne si è recato al pronto soccorso a Cles - spiega l'assessora - ma è stato trasportato all'ospedale di Rovereto. Per tutti i casi siamo in fase di ricostruzione e approfondimenti dei contatti, gli altri sono divisi tra un isolamento a casa e il reparto malattie infettive di Trento". 

 

Dopo i casi confermati da Provincia e Apss nella giornata di ieri, venerdì 6 marzo, quando erano stati trovati positivi un paziente di Rovereto, uno di Cles, un altro di Trento (quest'ultimo collegato alla comitiva per Assisi nella quale sono stati trovati positivi altri sei trentini che hanno contratto il virus) e l'undicesimo era stato registrato a Cavalese (Qui articolo). 

 

A Bolzano il conteggio è salito a nove (Qui articolo), mentre sono a cura dell'Azienda sanitaria altoatesina controlli serrati e test ambientali per prevenire e contenere la diffusione del Covid-19. Concretamente questo significa che le persone che hanno avuto contatti stretti - o anche solo ipoteticamente stretti - con uno dei pazienti risultati positivi negli ultimi giorni vengono attivamente contattate dai servizi di igiene.

 

I casi sospetti sono posti in isolamento domestico e chiamati due volte al giorno per capire se nel frattempo si sono evidenziati sintomi di infezione. Anche in caso di sintomi lievi i casi sospetti sono stati sottoposti al test di controllo.

 

In Alto Adige alle 15 di oggi si trovano in isolamento domestico 203 persone e sono stati effettuati 173 test. Sono stati effettuati 36 test solo nella giornata di venerdì e altri 43 oggi. Fino al 24 febbraio, data in cui il primo paziente è risultato positivo, erano stati effettuati 15 test. Il numero di test è dunque in forte crescita (dal 24 al 29 febbraio 52 test; dal primo al 5 marzo 70).

 

Le procedure adottate dall’Azienda sanitaria sono regolate dalle disposizioni di legge e dalle circolari che a loro volta si basano sulle raccomandazioni dell'Istituto superiore di sanità di Roma. Sulla base di queste indicazioni, a tutela della salute pubblica sono state applicate alcune restrizioni ad alcune strutture ricettive. Inoltre, la Giunta altoatesina ha disposto alcune misure per i Comuni interessati.

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