Colpito da uno schiaffo al bar, imprenditore muore dopo 13 giorni in terapia intensiva
Manfred Rigger è deceduto dopo una lite nata per vecchi attriti e trasformatasi in tragedia. L'aggressore, figura ben nota alle forze dell'ordine, aveva tentato anche la fuga, ma era stato immediatamente rintracciato. Ora rischia fino a 18 anni per omicidio preterintenzionale

BOLZANO. Un drammatico epilogo per quella che sembrava essere una banale discussione, trasformatasi in tragedia nel giro di pochissimi secondi. Dopo tredici giorni trascorsi nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Bolzano, ieri è deceduto Manfred Rigger, l'imprenditore di 66 anni rimasto vittima di un'aggressione lo scorso 28 maggio a Cardano (QUI il link all'articolo). Le condizioni dell'uomo erano apparse disperate sin dal momento del suo arrivo al pronto soccorso e i medici non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita. Rigger, figura molto nota e stimata sia nel capoluogo che a Cornedo all'Isarco, dove risiedeva con i propri cari, era titolare di una ditta specializzata nel trasporto di bevande nel nord Italia.
L'episodio si è consumato poco dopo le ore 18 all'esterno del bar dell'area di servizio Q8 a Cardano. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri attraverso le testimonianze dei presenti e l'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza consegnati dalla titolare dell'attività, Rigger e il cinquantacinquenne Markus Dorfmann si sono incrociati nello spiazzo esterno. Tra i due è scoppiato un alterco verbale causato da vecchie ruggini mai risolte. Nel bel mezzo della discussione, Dorfmann, secondo quando raccontanto dai numerosi testimoni, avrebbe perso il controllo e avrebbe sferrato un fulmineo e violentissimo schiaffo all'altezza dell'orecchio di Rigger. Un colpo del tutto inaspettato che ha fatto perdere l'equilibrio all'imprenditore, facendolo cadere all'indietro sbattendo la testa sul manto stradale.
Mentre i presenti lanciavano l'allarme e chiedevano l'intervento immediato del 112 per soccorrere la vittima rimasta esanime a terra, l'aggressore si è allontanato in sella alla propria bicicletta nel tentativo di far perdere le proprie tracce. La sua fuga è però durata pochissimo tempo, interrotta dal tempestivo intervento dei militari dell'Arma che lo hanno rintracciato e bloccato all'interno della sua abitazione di via Val d'Ega. L'uomo sarebbe un volto già conosciuto in paese e dalle forze dell'ordine dopo aver collezionato condanne e periodi di detenzione per spaccio e reati contro la persona, tra cui una violenta spedizione punitiva a colpi di mazza da baseball nella zona industriale del capoluogo.
L'arrestato, che si trova attualmente nel carcere di via Dante a Bolzano, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Emilio Schönsberg ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, spingendo il gip a confermare la custodia cautelare. Nei prossimi giorni la sua posizione legale, seguita dall'avvocato Dominik Schöpf, verrà inevitabilmente ricalibrata a seguito della morte della vittima. Se l'accusa originaria mossa dagli inquirenti era quella di tentato omicidio, la Procura dovrà ora modificare l'impianto accusatorio: l'ipotesi infatti è quella di di omicidio preteritenzionale, che prevede una condanna compresa tra i dieci e i diciotto anni di reclusione.












