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| 23 mar 2020 | 18:14

Coronavirus, via libera all'utilizzo dei droni per attività di monitoraggio. Saranno messi a disposizione delle Polizie locali

Dopo le richieste di diversi comandi e le sperimentazioni in alcuni controlli, l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha dato il via libera alle deroghe per l'utilizzo dei droni da parte delle polizie locali nel monitoraggio del territorio e degli spostamenti dei cittadini

di Redazione

TRENTO. Via libera all'utilizzo dei droni per l'attività di monitoraggio. Di fronte all'alto numero di persone ancora fuori casa in spregio alle misure emergenziali decise dal governo, l'Enac, Ente nazionale per l'aviazione civile, ha dato il proprio ok all'uso in deroga dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale.

 

Con una comunicazione inviata a ministeri dell'Interno, dei Trasporti e della Giustizia, allo Stato maggiore dell'Aeronautica, all'Enav, all'Associazione nazionale dei Comuni italiani e ai Comandi delle polizie locali, l'Enac ha risposto positivamente alle “esigenze manifestate da numerosi Comandi di polizia locali fino al 3 aprile 2020”.

 

“Le operazioni condotte con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 chilogrammi, nella disponibilità dei Comandi di Polizia Locale ed impiegati per le sopra indicate attività di monitoraggio – si legge nelle nota – potranno essere condotte in deroga ai requisiti di registrazione e di identificazione di cui all'art.8 del citato Regolamento”.

 

Gli aeromobili a pilotaggio remoto potranno essere utilizzati in “operazioni critiche effettuate in Visual Line of Sight in deroga all'art. 10 su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto”, senza che vi sia il “necessario rilascio di autorizzazione” da parte dell'Enac. Con i mezzi a propria disposizione, i comandi di polizia locale potranno inoltre “operare con propri Apr se impiegati nell’ambito delle condizioni emergenziali dovute all’epidemia COVID-19, nelle aree prospicienti di tutti gli aeroporti civili di cui al paragrafo 7 della Circolare ENAC ATM 09 e identificate come 'aree rosse', ad una quota massima di 15 metri”.

 

Prima della comunicazione avvenuta in giornata 23 marzo da parte dell'Enac sulla deroga di utilizzo dei droni, alcuni Comuni italiani avevano già “sperimentato” i controlli con gli aeromobili a pilotaggio remoto. Tra questi Roma, Bari, Siena e San Severino nelle Marche.

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