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Dal taglio dell'erba alle reti, ecco come proteggersi dalla cimice asiatica. I consigli della Fem e l'App che mostra dove si trova l'insetto

Il Centro Trasferimento Tecnologico ricorda al mondo agricolo - con uno specifico bollettino tecnico - le buone pratiche agronomiche per contrastare la popolazione di questa cimice

Pubblicato il - 26 maggio 2020 - 10:49

TRENTO. Dal taglio dell'erba alla gestione della chioma degli alberi. Sono varie e importanti le pratiche che possono essere messe in campo anche dai cittadini per arrivare ad un contenimento della cimice asiatica. Mentre nei laboratori della Fondazione Edmund Mach prosegue l’allevamento della vespa samurai con l’obiettivo di lanciarla a partire da metà giugno in una quarantina di siti della provincia di Trento, il Centro Trasferimento Tecnologico ricorda al mondo agricolo - con uno specifico bollettino tecnico - le buone pratiche agronomiche per contrastare la popolazione di questa cimice.
 

Per prima cosa è di fondamentale importanza la corretta gestione del verde. Proprio in questi giorni è in corso lo sfalcio dell’erba lungo strade e autostrade della provincia e i ricercatori della Fem sono in stretto raccordo con il Servizio Strade della Pat e l’A22 per la gestione lungo queste arterie stradali, assieme ai quali sono stati concordati i periodi più indicati per l’esecuzione delle operazioni di taglio dell’erba. Si rivela importante, infatti, che per tutta la stagione (maggio – settembre) la gestione del cotico erboso dei frutteti e dei bordi (canali di scolo, fosse,  rampe, ecc.) sia eseguito correttamente, sfalciando periodicamente l'erba per tenere contenuto il suo sviluppo per ridurre gli spostamenti della cimice verso i frutteti.
 

E' importante anche la gestione della chioma degli alberi. Le operazioni a verde sulla chioma, con eliminazione di succhioni e affastellamenti della vegetazione e diradamento dei frutti disposti a “grappolo”, rendono più difficile l’insediamento dell’insetto.
 

Da non sottovalutare anche l'utilizzo delle reti antigrandine e antinsetto che riescono ad ostacolare l’entrata, in particolare degli adulti, all'interno del frutteto. Le reti antigrandine con maglia di 4 x 7 millimetri sono efficaci nei confronti degli adulti alati. Per evitare invece che le forme giovanili (attere) possano raggiungere il frutteto è fondamentale avere una chiusura totale dell'impianto o della fila con reti a maglia più fitta, pari o inferiori a 2,6 x 4 millimetri. La chiusura della rete deve essere effettuata per tempo, anticipando la migrazione nel frutteto dell’insetto, verificando che le cimici non siano già presenti.

 

Le attività di monitoraggio sono indispensabili per attuare una corretta difesa. Innanzi tutto va verificata la via preferenziale di “entrata” delle cimici. Si possono quindi controllare siepi, bosco, piante, giardini o parchi pubblici. I controlli devono essere fatti nella zona di entrata e sono riconducibili a due operazioni principali: frappage (scuotere 50 branchette con un bastone e raccogliere gli insetti che cadono su un telo o in un ombrello capovolto) e controlli visuali che vanno eseguiti nelle prime ore del mattino quando gli insetti si posizionano in posti assolati e sono meno mobili.
 

Le segnalazioni possono essere fatte mediante “BugMap”, App gratuita per smartphone disponibile per dispositivi Android e iOS. Per il riconoscimento delle cimici e delle loro ovature da parte degli entomologi della Fondazione Mach è necessario allegare una fotografia alla segnalazione.

 

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