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| 22 mag 2020 | 11:42

Degrado, chiuso il minimarket in Piazza della Portela. Ianeselli: ''Il grazie va ai residenti che hanno tenuto la schiena dritta. Ora bisogna abitare quel luogo''

Dopo l'inchiesta del 5 maggio dal 6 nella piazzetta è stato creato un presidio fisso delle forze dell'ordine e oggi è scattato questo provvedimento. Il candidato sindaco di autonomisti e centrosinistra: ''Messaggio chiaro verso qualsiasi forma di illegalità: le istituzioni, la comunità, la città sono più forti di voi. Qualcosa per cui ringraziare il lavoro congiunto di Polizia Locale, Polizia, Carabinieri''

Degrado, chiuso il minimarket in Piazza della Portela
di Redazione

TRENTO. Tante, troppe, le segnalazioni giunte alle forze dell'ordine da quella zona. Il 5 maggio, poi, l'articolo inchiesta de ilDolomiti con tanto di video e foto ha riportato all'attenzione di tutti che quella zona una delle più critiche della città, nonostante i lockdown e le regole che tutti dobbiamo rispettare per evitare il diffondersi del contagio era una specie di zona franca dove si creavano assembramenti, si spacciava, si beveva e le mascherine erano un optional.

 

Da quel giorno le cose sono cambiate e in Piazza della Portela dal 6 mattina è arrivato un presidio fisso delle forze dell'ordine. Da oggi, poi, è scattata la chiusura per un mese del minimarket all'angolo tra via Roma e la piazzetta. Le serrande sono abbassate e il manifesto reca la scritta: ''Locale sottoposto a chiusura'' fino al 21 giugno ai sensi dell'articolo 100 Tulps. Che è l'articolo che prevede che il questore possa procedere alla chiusura di un locale per “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

 

Sulla questione interviene il candidato sindaco del centrosinistra Franco Ianeselli che spiega come ''la chiusura per un mese imposta poco fa al minimarket all’angolo tra via Roma e piazza della Portella, diventato da tempo luogo di spaccio e di illegalità, è una notizia che ci deve insegnare qualcosa. Non solo perché ripristina un principio di giustizia in una zona di Trento che lo chiede da tempo, ma soprattutto perché può servire a tutti noi come esempio. Ci sono infatti tre aspetti fondamentali in questa chiusura''.

''Innanzitutto c’è la schiena diritta dei residenti - spiega Ianeselli - la forza e la perseveranza di una comunità che ha scelto di non abbassare lo sguardo e di difendere la qualità della vita del proprio quartiere. Persone che quando si sono sentite sole e un po’ abbandonate dalle istituzioni, si sono unite in comitati, trovando insieme la forza di proporre soluzioni e far valere i propri diritti. C’è poi la chiusura forzata come azione di repressione. Una parola forte e che non si usa volentieri. Una parola che richiama però un’azione che è importante sapere possa essere esercitata, mantenendo la speranza di doverla applicare il meno possibile, ma anche custodendo la forza del monito che contiene verso qualsiasi illegalità: le istituzioni, la comunità, la città sono più forti di voi. Qualcosa per cui ringraziare il lavoro congiunto di Polizia Locale, Polizia, Carabinieri''.

''Infine - conclude il candidato del centrosinistra - l’ultimo passo. Ora che le serrande di quel negozio sono chiuse, per tutti, e per il Comune davanti a tutti, è necessario abitare quegli spazi e sostituirsi a chi li affliggeva. Dimostrando così il valore e la forza tranquilla di una comunità unita.

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