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| 20 lug 2020 | 18:01

Focolaio a Rovereto, al via i tamponi ai lavoratori: quasi 200 in due giorni. E i sindacati lamentano la mancanza di un piano di prevenzione sanitaria

I segretari provinciali della Cisl Michele Bezzi e della Cgil Andrea Grosselli hanno espresso le proprie preoccupazioni di fronte alla mancanza di un piano di prevenzione sanitaria, dopo che un'azienda nota di logistica di Rovereto ha riscontrato 3 casi positivi. Cominciate intanto le operazioni per circoscrivere il focolaio del capoluogo lagarino: 70 i tamponi effettuati oggi, altre 120 verranno invece fatti domani

di Davide Leveghi

ROVERETO. “Il focolaio emerso alla Bartolini di Rovereto ci dimostra l'importanza di tenere altissima l'attenzione sui luoghi di lavoro di fronte al Covid-19. Purtroppo il virus non è assolutamente scomparso e i posti di lavoro sono un luogo particolarmente sensibile”. Si mostrano preoccupati i segretari provinciale della Cisl Michele Bezzi e della Cgil Andrea Grosselli; i casi di contagio da Coronavirus trovati in un centro logistico a Rovereto (ben 3), infatti, hanno fatto scattare la scelta di sottoporre a tampone una sessantina di lavoratori.

 

Una misura che da parte dell'altro maggiore sindacato confederale, la Uil, è stata giudicata insufficiente. “L'intervento dovrebbe riguardare tutto il personale che gravita sul Centro logistico di Rovereto – ha dichiarato il segretario Walter Alotti – oltre ai 60 lavoratori della Bartolini dovrebbero essere coinvolti anche il centinaio di facchini della Stl, collocata al piano terra dello stesso stabilimento, e il centinaio di padroncini che si servono degli uffici e dei magazzini di carico e scarico dei furgoni e dei camion dei corrieri”.

 

A preoccupare Bezzi e Grosselli, in questo caso, è la generale mancanza di un piano di prevenzione sanitaria. Il caso della Bartolini, infatti, dimostrerebbe la necessità secondo i due segretari di monitorare la situazione nei luoghi di lavoro adesso ed in vista dell'autunno. “Stando a quanto comunica l'Azienda sanitaria il focolaio è monitorato con massima attenzione e si stanno isolando tutti i contatti. È fondamentale agire con tempestività tracciando con tamponi tutti gli eventuali nuovi contagiati”.

 

“Siamo consapevoli- continuano – che casi di questo tipo possono verificarsi e proprio per questa ragione insistiamo sull'importanza di applicare in modo rigoroso le linee guida di settore definite a livello provinciale. Fino a quando il virus circolerà sul nostro territorio e non ci sarà un vaccino l'attenzione deve rimanere alta. Ci preoccupa in particolare quando potrà accadere in autunno quando, è auspicabile, saranno ripartite a pieno ritmo le attività produttive e funzioneranno anche le scuole”.

 

E' importante cominciare a lavorare da subito ad un piano di prevenzione sanitaria condiviso, che preveda test sierologici e tamponi per i lavoratori maggiormente esposti al rischio, ma anche azioni mirate di informazione e prevenzione sui luoghi di lavoro, che giocano un ruolo chiave nella possibile diffusione dell'epidemia – concludono – chiediamo alla Provincia e all'assessora Segnana, in particolare, di aprire subito un confronto che coinvolga Azienda sanitaria, associazioni imprenditoriali e parti sociali. Non possiamo trovarci impreparati con il rischio di una nuova chiusura. Quanto sta accadendo all'estero, compreso in alcuni Paesi europei, è uno scenario che non possiamo permetterci”.

 

Intanto, nella giornata di oggi, l'Azienda sanitaria ha attivato le procedure per circoscrivere il focolaio, effettuando innanzitutto l'inchiesta epidemiologica e poi cominciando a sottoporre le persone entrate in contatto con i positivi a tampone. 70 i tamponi effettuati nella giornata di lunedì 20 luglio, mentre tra martedì mattina e pomeriggio sono in programma ulteriori 69 per i lavoratori dei servizi di logistica e 50 per gli autisti dei servizi di trasporto. 

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