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| 21 mag 2020 | 10:31

Forti boati e crolli sulle Pale di San Martino, preoccupazione e personale Sat sul posto per verificare i danni

I crolli più grossi si sarebbero verificati nei pressi della ferrata Buzzati che si trova alle pendici rocciose del Cimerlo

Forti boati e crolli sulle Pale di San Martino, preoccupazione e personale Sat sul posto per verificare i danni
Foto scattate dagli uomini del corpo forestale provinciale, (Lavocedelnordest)
di Redazione

PRIMIERO. I forti boati hanno fatto scattare l'allarme ed è bastato guardare verso le Pale di San Martino per capire cosa stava succedendo. Grossi distacchi di rocce si sono susseguiti negli ultimi giorni e da ieri la Sat locale è al lavoro per capire la portata dei crolli. Le scariche di sassi si sono verificati con grande intensità mercoledì ma è da giorni che piccole frane interessavano le monumentali vette di San Martino.

 

L'area a ''rischio'' sarebbe quella che insiste sulla ferrata Dino Buzzati quindi alle pendici rocciose del Cimerlo. Diversi boati per diverse ore hanno interessato una parte delle torri andando a preoccupare la zona e tutti gli appassionati di montagna essendo le Pale uno dei simboli delle Dolomiti

 

Simbolo che, però, da sempre è soggetto a fenomeni di erosione e quindi a distacchi. Negli ultimi anni grosse frane si sono avuto, per esempio, due anni fa intorno a Ferragosto (quindi in un momento dell'anno che vede un grande passaggio di turisti e visitatori) quando un distacco era avvenuto dal Dente del Cimone a Colverde sul sentiero verso il rifugio Rosetta che fortunatamente non aveva provocato feriti.

 

Ma i cedimenti della roccia, come detto, non sono inconsueti sulle Dolomiti e quindi ecco che due anni prima, nel 2016, nel cuore delle Pale di San Martino, crollarono ben 80 mila i metri cubi di roccia dal versante sud-occidentale di Cima Lastei, nel Vallon dei Colombi, a destra della Cima del Conte, sopra il sentiero 711 che porta al bivacco Minazio.

 

Nel dicembre del 2011 una serie di crolli aveva interessato un pilastro alla base della parete est del Sass Maor. Nel 2008, dalla Pala Canali, sul pilastro Castiglioni. Al momento non si segnalano feriti o persone coinvolte mentre si cerca di capire l'entità dei danni. 

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