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Il gasolio di contrabbando “restituito” ai vigili del fuoco. Così i sequestri della guardia di finanza mantengono operativi molti mezzi

Sono circa 500 le tonnellate di prodotti petroliferi sequestrate dalla guardia di finanza di Bressanone durante il 2020, per un’evasione accertata sull’imposta di consumo di oltre 300.000 euro

Di T.G. - 04 December 2020 - 12:34

BOLZANO. Sono circa 500 le tonnellate di prodotti petroliferi sequestrate dalla guardia di finanza di Bressanone durante il 2020, per un’evasione accertata sull’imposta di consumo di oltre 300.000 euro. Ogni anno infatti, sia cittadini privati che vere e proprie associazioni a delinquere tentano di far entrare illegalmente in Italia grandi quantitativi di prodotti, il più delle volte gasolio.

 

L’ultimo intervento è andato in scena solo pochi giorni fa quando le fiamme gialle, all’altezza della barriera autostradale di Vipiteno, hanno sequestrato quasi 26 tonnellate di olio lubrificante, su cui non era stata versata l’imposta dovuta sottraendo alle casse del fisco circa 20mila euro (QUI articolo).

 

Buona parte del gasolio sequestrato – spiega la guardia di finanza – è stato assegnato al corpo nazionale dei vigili del fuoco, che lo utilizzerà nell’ambito delle proprie attività istituzionali”. In questo modo le casse pubbliche vengono in qualche modo ristorate dell’ammanco. Non solo, perché numerosi automezzi, li stessi utilizzati dai trafficanti per il contrabbando, sono stati confiscati e successivamente venduti all’asta, con i relativi proventi che sono finiti allo Stato.

 

È di pochi mesi fa anche il resoconto dell’operazione in materia di traffico illecito di carburante a carattere internazionale che ha portato all’arresto di sette persone e ha consentito di disarticolare un’associazione a delinquere a carattere transnazionale che, in un solo anno, attraverso il valico del Brennero, ha “importato” illegalmente in Italia circa 7 milioni di litri di gasolio (QUI articolo).

 

Inoltre, al fine di rendere più efficace l’apparato investigativo, da alcuni mesi, la guardia di finanza ha avviato la sperimentazione di un “test speditivo” da utilizzare sugli oli minerali, sviluppato dall’Università degli Studi di Trento, che, in base al tipo di reazione, permette di definire, con elevato grado di attendibilità, la reale natura dei prodotti trasportati, prescindendo quindi da quanto indicato sui documenti di accompagnamento o dalla necessità di effettuare dispendiosi approfondimenti d’indagine.

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