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| 03 ago 2020 | 19:19

Il lago di Braies preso d'assalto e in pochissimi hanno la mascherina, una turista: ''Ho pagato il parcheggio ma vista la situazione abbiamo preferito tornare a casa''

Un week-end da sold out a Braies e turisti accalcati nel percorrere il sentiero che segue l'argine del lago. "Il parcheggio era praticamente pieno già molto presto, ho pagato 6 euro ma arrivata all'ingresso del percorso mi sono decisa a tornare a casa senza vedere nulla. Non ci sono le garanzie di sicurezza"

LAGO DI BRAIES. "Non c'è nessun controllo: tantissima gente, senza mascherina, nessun distanziamento o precauzione". Queste le parole di Chiara, una turista toscana, che questa mattina si è recata al lago di Braies. Ma davanti a un'enorme affluenza, l'escursione è durata pochi passi. "L'Alto Adige presenta sempre servizi perfetti e mi sarei aspettata una maggior tutela e serietà nel salvaguardare la salute pubblica".

 

Un week-end da sold out a Braies e turisti accalcati nel percorrere il sentiero che segue l'argine del lago. "Il parcheggio oggi (lunedì 3 agosto) era praticamente pieno già molto presto - dice Chiara - ho pagato 6 euro ma arrivata all'ingresso del percorso mi sono decisa a tornare a casa senza vedere nulla. Non ci sono le garanzie di sicurezza dopo tutto quello che abbiamo appena passato e non voglio correre il rischio di contrarre il Covid-19 perché le persone non rispettano le regole e le autorità non sembrano far nulla per intervenire".

 

Il lago di Braies è tra i luoghi simbolo delle Dolomiti e ogni anno attira migliaia di visitatori a livello internazionale. Nonostante una stagione estiva atipica per l'emergenza coronavirus e il post-lockdown, il numero di visitatori è rimasto impressionante. "Mi sarei aspettata una gestione decisamente diversa - prosegue Chiara - non c'è nessun controllo. Ho interessato anche 112 e carabinieri, tutti sono a conoscenza dell'elevata affluenza ma nessun sembra porre rimedio per far rispettare le norme di precauzione".

 

La fotografia è quella già segnalata nei giorni scorsi: tantissime persone e questo non è nulla di male, ma pochissime che indossano le mascherine e che rispettano il distanziamento (Qui articolo). "Oltre a incassare i soldi dei turisti, qualcuno dovrebbe assumersi l'onere di organizzare e gestire la situazione: assicurarsi che la gente segue le indicazioni di base in maniera continuativa, ma anche qualche addetto incaricato di misurare la temperatura e di predisporre alcuni punti di monitoraggio per far defluire al meglio il flusso". 

 

Nell'estate 2019 sono stati registrati quasi 400 mila visitatori nel solo mese di agosto e la Provincia di Bolzano decise così di vietare il transito alle automobili. Una mossa che, sorprendentemente, contribuì a far crescere le visite addirittura del 30%.

 

Per quanto riguarda l'estate 2020, invece, la Giunta altoatesina aveva varato un piano sia per garantire l'accessibilità al lago che per limitare la possibilità di sovraffollamento. Con le misure prese ci si aspettava che sul sito naturalistico potessero esserci al massimo 4.500 persone allo stesso momento, quando lo scorso anno sono state registrate in media 7.000.

 

"Una situazione davvero mal gestita e che non ci si aspetterebbe in un territorio come l'Alto Adige. Tutto come se il Covid-19 non fosse mai esistito e non avessimo pianto troppi morti per questa epidemia", conclude Chiara.

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