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Il piccolo di airone cade dal nido e viene salvato (FOTO e VIDEO) ma il bosco rischia di essere abbattuto: “Qui nidificano 29 specie diverse”

Il giovane airone è stato preso in cura da un naturalista, gli ambientalisti però puntano il dito: “Vogliono abbattere l’ultimo bosco ripariale della Valle d’Isarco per far posto a dei capannoni, ma in questo luogo nidificano ben 29 specie diverse di uccelli, alcune di queste minacciate”

Di Tiziano Grottolo - 02 May 2020 - 16:37

BRESSANONE. È stato trovato solo ai margini del bosco ripariale di Bressanone, si tratta di un giovane esemplare di airone cenerino che con ogni probabilità è caduto dal nido. Un evento che può capitare in natura ma che generalmente segna anche il destino dei giovani esemplari condannati a finire in pasto ai predatori o morire di stenti. Questa volta però in soccorso del giovane airone sono intervenuti i volontari che da tempo si battono per la salvaguardia dell’ultimo bosco ripariale della Valle d'Isarco, stiamo parlando di quei boschi, ormai sempre più rari, che costeggiano i corsi di fiumi e torrenti, con i quali costituiscono un ecosistema organico.

 

“Il bosco ripariale in zona industriale è anche il luogo di riproduzione dell’airone cenerino”, spiega Franz Pattis, portavoce dell’associazione SOS Bosco Ripariale Bressanone. “Per questa specie – prosegue – si tratta dell’ultimo sito riproduttivo in tutta la Valle d’Isarco”. Il ritrovamento del giovane airone, che risale al 18 aprile scorso, è la dimostrazione dell’importanza che questo habitat ricopre per la specie. “L’airone cenerino adesso è seguito da un esperto naturalista di Bressanone che si sta prendendo cura di lui – afferma Pattis – l’esemplare verrà liberato non appena sarà in grado di alimentarsi autonomamente”. Gli ambientalisti però puntano il dito contro il progetto di abbattimento del bosco ripariale per far spazio ai nuovi capannoni della ditta Progress, che ha già ottenuto un primo nulla osta dal comune.

 

 

Sono diverse le associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente, Iniziativa per una Bressanone vivibile, Società per biodiversità Alto Adige, Shabba Crew e l’attivista Magdalena Gschnitzer) che, riunite sotto il nome di SOS Bosco Ripariale Bressanone stanno dando battaglia per fermare il progetto. “In questo bosco – sottolineano gli ambientalisti – sono state trovate 64 specie di uccelli nell’area, di cui 29 nidificanti, fra queste ce ne sono alcune che rischiano di sparire dall’Alto Adige, come Pigliamosche, Torcicollo, Usignolo, Picchio cenerino, Luì verde e Upupa”. Nello stesso territorio è stata segnalata anche la presenza del Picchio rosso minore, un uccello che nidifica soltanto a Brunico e a Bressanone e che in Alto Adige è fortemente minacciato.

 

“È risaputo che la perdita di habitat rappresenta una delle maggiori cause d’estinzione per tanti animali – accusa Pattis – l’abbattimento del bosco ripariale di Bressanone non può che peggiorare la situazione, ogni ulteriore riduzione di queste aree dovrebbe essere un tabù”. Nel frattempo la questione è arrivata anche in provincia con il Team Köllensperger che aveva presentato una mozione per salvare il bosco, bocciata di un soffio 14 a 15 con i voti contrari di Lega e Svp. Ad ogni modo, il progetto approvato da comune dovrà ottenere il via libera dalla Provincia di Bolzano, per il momento è al vaglio della commissione natura: “Chiediamo al sindaco Peter Brunner e alla ditta Progress – conclude Pattis – di riflettere sull’opportunità di espandere ancora di più le produzioni industriali senza porre dei limiti al consumo di risorse e di territorio, distruggendo gli ultimi habitat naturali e contribuendo alla scomparsa di specie animali e vegetali”.

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