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La corte dei Conti: “In Trentino odiosi favoritismo che vanno a vantaggio di parenti, amici e sodali degli amministratori”

Nel 2019 la Corte dei conti ha recuperato oltre 1 milione di euro, ora nel mirino finiscono Apt, cave di Porfido, Not, ma anche gli affidamenti diretti. Il Pm Pozzato: “Alcuni amministratori e dirigenti hanno gestito le risorse pubbliche in chiave autoreferenziale”. La Procura indaga anche su “un ampio sistema preordinato al malaffare” che coinvolgerebbe gli eventi fieristici

Di Tiziano Grottolo - 01 April 2020 - 11:30

TRENTO. Il procuratore regionale, Marcovalerio Pozzato, ha promesso, anche per il 2020, che l’attività di controllo sulle finanze pubbliche sarà capillare ed efficiente in particolare l’attività della Corte dei Conti si concentrerà su Apt, cave di Porfido, Not e sulle risorse dedicate a enti, associazioni e consorzi, ma anche per quanto riguarda gli affidamenti diretti, spesso utilizzati per favorire conoscenti. Nel corso dell’attività svolta nel 2019, la Corte dei Conti, ha chiesto risarcimenti per un totale di 9.228.839,881 euro; mentre in seguito alle condanne definitive si attende di recuperare altri 968.099,78 euro. Per quanto riguarda gli importi effettivamente recuperati ed incamerati nel bilancio di enti trentini la cifra raggiunge 1.058.241,62 euro.

 

“Nel 2020 – si legge nella relazione della Corte dei Conti – saranno ulteriormente implementate le indagini relative all’utilizzo delle provvidenze pubbliche da parte delle Aziende per il Turismo”. Tenendo presente che già nel 2019 sono stati analizzati i flussi finanziari in favore dell’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi.

 

Specifiche indagini saranno indirizzate ad accertare il danno pubblico derivante da quella che la procura definisce “mala gestione dei rapporti degli Amministratori comunali con i concessionari delle cave di porfido”. Al contempo continueranno le verifiche attinenti all’utilizzo delle risorse pubbliche dedicate a Consorzi e Associazioni nel contesto delle azioni di sostegno alla promozione e realizzazione degli eventi fieristici: “È venuto alla luce – ipotizza la Corte dei Conti – un ampio sistema preordinato al malaffare, che vedeva spesso coinvolto un soggetto solito ad autoaccreditarsi presso gli enti locali millantando amicizie con un assessorato della Pat”. L’Università di Trento rimane “attenzionata” dalla procura sia per quanto concerne la conduzione degli appalti e l’affidamento di incarichi a professionisti esterni, sia con riferimento a illeciti commessi da alcuni docenti universitari, dediti ad attività non autorizzabili o non autorizzate.

 

 

 

 

La Relazione però fotografa anche situazioni positive: il sistema trentino parrebbe aver sviluppato costruttive risposte a situazioni negative, ad esempio fra il 2017 e il 2019, vennero avviati numerosi procedimenti a carico di Amministratori in relazione a onerosi incarichi affidati a consulenti esterni in particolare a geometri, periti, ingegneri, architetti, avvocati, nonostante i comuni potessero vantare eccellenti esperti fra i propri funzionari. In alcuni casi la Procura ha riscontrato un preciso disegno, da parte di alcuni amministratori, per depotenziare volutamente gli Uffici tecnici comunali, privandoli della necessaria strumentazione tecnica e dei necessari aggiornamenti professionali.

 

Secondo Pozzato continuano purtroppo a registrarsi casi in cui vari soggetti (amministratori locali, ma anche soggetti in rapporto di convenzione con la Pat, in particolare nel settore della pubblica istruzione), hanno pensato male di effettuare degli affidamenti contrattuali diretti a sé stessi o a loro congiunti: “In dispregio al pubblico decoro prima ancora che a elementari principi ordinamentali legati all’incompatibilità e al conflitto di interessi”. In altre parole taluni soggetti hanno ritenuto di poter distribuire e o utilizzare risorse pubbliche, monetarie e non, in base al loro puro e semplice arbitrio “talvolta alla personale prepotenza”, sottolinea Pozzato. Per la procura la Pat dovrebbe definire in maniera più chiara la materia delle convenzioni con gli Istituti di formazione e istruzione professionale trentini.

 

In questo senso la Corte dei Conti avverte che proseguiranno le verifiche degli affidamenti contrattuali diretti, in modo da sanzionare quelli che vengono definiti “odiosi favoritismi, non di rado a vantaggio di parenti, amici e sodali dei vertici della medesima amministrazione interessata”. La Procura intende da un lato salvaguardare le risorse pubbliche ma al contempo difendere tutti i cittadini, in particolare, quelle aziende che vengono illegittimamente estromesse dal confronto concorrenziale per effetto di condotte colpevoli di funzionari e Amministratori). “A ben vedere – afferma Pozzato – la difesa dei principi della concorrenza in materia di contrattualistica pubblica corrisponde a precisi termini etici, tutti devono essere posti in grado di lavorare e produrre, non soltanto coloro che possono godere di illegittimi favoritismi”.

 

Infine, vista l’estrema rilevanza economica, saranno monitorati i grandi investimenti pubblici con particolare riferimento al Nuovo Ospedale Trentino, altrimenti conosciuto come Not.  A questo riguardo è in corso la verifica dell’utilità dei flussi finanziari pubblici, accompagnati ai continui rinvii (dal 1998) e alla mancata realizzazione di tale struttura ospedaliera, che ha comportato l’assunzione di ingenti spese di manutenzione straordinaria, tenendo conto degli indispensabili e, si suppone, non differibili adeguamenti tecnologici dell’Ospedale Santa Chiara di Trento: “I relativi esborsi – comunica la Procura – ammontavano già a oltre 91 milioni di euro nel 2012, lievitando ad ora a più di 100 milioni di euro”.

 

In conclusione il forte impulso nelle attività di indagine tradotto in numeri ci dice che le citazioni depositate sono quadruplicate, rispetto al 2016, la Corte ha peraltro rilevato con soddisfazione che la maggior parte delle amministrazioni trentine si sono comportate virtuosamente, con una notevole diminuzione di chiamate in giudizio.

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