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La Corte di cassazione conferma la condanna per Durnwalder, diffamato il procuratore della giustizia contabile Schülmers

La vicenda riguarda il procedimento avviato dopo le dichiarazioni alla stampa rese nel 2013 nei confronti dell'allora sostituto procuratore della Corte dei conti di Bolzano, il quale aveva iniziato degli approfondimenti sui fondi riservati dell'ex governatore

Pubblicato il - 21 July 2020 - 12:53

BOLZANO. Il ricorso non può trovare accoglimento, così i giudici della V sezione penale della Corte di cassazione nella sentenza del 3 febbraio scorso. E' definitiva per Luis Durnwalder la condanna per diffamazione nei confronti di Robert Schülmers, allora procuratore della Corte dei conti di Bolzano e da gennaio tornato in regione a ricoprire il ruolo. 

 

La vicenda riguarda il procedimento avviato in seguito alle dichiarazioni alla stampa rese nel 2013 nei confronti dell'allora sostituto procuratore della Corte dei conti di Bolzano, il quale aveva iniziato degli approfondimenti sui fondi riservati dell'ex governatore. 

 

In primo grado, Durnwalder era stato condannato dal tribunale di Mantova a 1 anno e 2 mesi di reclusione, oltre a 40.000 euro di risarcimento. La corte d’appello di Brescia ha poi confermato la condanna al risarcimento, annullando però quella detentiva e decidendo, al suo posto, di infliggere una sanzione di 1.000 euro.

 

La Corte di cassazione sostiene che Durnwalder nelle sue dichiarazioni è andato oltre e non si è limitato "a prospettare riserve sull’operato degli inquirenti e di chi ne coordinava l’attività, ma aggiunse dati oggettivamente non rispondenti al vero, anche su particolari dove non vi era spazio alcuno per la formulazione di opinioni personali".

 

I magistrati evidenziano che l'ex presidente dell'Alto Adige sostenne di non essere mai stato sentito, senza avere avuto la possibilità di difendersi. "Ma già all’atto dei primi sequestri iniziali - spiega la Corte - fu ammesso a rendere dichiarazioni puntualmente verbalizzate, assistito dal proprio avvocato. Non risultano ulteriori richieste di nuovi interrogatori o presentazioni spontanee. L’accusa nei confronti di Schülmers di aver divulgato 'informazioni false o riservate' non sarebbe stata accompagnata dalla precisazione di quali occasioni e in cosa sarebbe consistita l’alterazione della realtà o la violazione del segreto".

 

I giudici della Cassazione non ravvisano nessuna irregolarità da parte del magistrato, parte lesa al processo per diffamazione. "Inconsistente l'assunto difensivo di una presupposta provocazione, da ricollegare all’articolo di stampa uscito il 3 marzo 2013".

 

Il risarcimento del danno stabilito è ritenuto congruo, non per la correlazione "allo status di magistrato" del pubblico ministero "ma della grave lesione alla sua immagine e alla sua credibilità nel territorio in cui era chiamato a svolgere le proprie funzioni". Il ricorrente dovrà pagare le spese processuali e rifondere quelle della parte civile, quantificate in 2.800 euro. A questa cifra si aggiungono i 40 mila euro e la sanzione da 1.000 euro.

 

Qui l'articolo completo su Salto.bz a firma di Stefano Voltolini

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