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La vespa killer preoccupa anche il Trentino, gli Apicoltori: ''E' un calabrone difficile da combattere, occorre stare molto attenti''. Ecco la mappa dove si trova

Al momento sia gli esperti della Fondazione Mach che gli Apicoltori non hanno rilevato la presenza di questa specie sul territorio. L'attenzione è molto alta. La vespa velutina uccide le api e la sua presenza è stata registrata in altre zone del nord Italia 

Foto tratta da Arpat
Di gf - 04 maggio 2020 - 16:36

TRENTO. “L'attenzione deve continuare ad essere alta anche se sul nostro territorio, al momento, non sono stati trovati esemplari” parola di Paolo Fontana della Fondazione Edmund Mach. Stiamo parlando del calabrone asiatico (o vespa velutina) chiamato anche “vespa killer” che sta spaventando altre zone d'Italia per la sua capacità di uccidere le api.

 

Questa specie è arrivata in Europa dal 2004, in Francia, introdotta sembra con un carico di piante provenienti dalla Cina. Da quel momento si è diffusa rapidamente sconfinando in Spagna, Portogallo, Belgio e, nel 2012, anche in Italia arrivando poi a minacciare gli alveari in Liguria, Toscana,Veneto e qualche anno fa anche in Lombardia nel mantovano.

 

“Da quando è arrivata in Francia – ci spiega Fontana – bisogna rilevare che la sua espansione è stata molto veloce. Qui in Italia, però, sembra aver arrestato la propria corsa. Questo potrebbe essere dovuto ad aspetti climatici che sono diversi da altre zone europee ma anche per gli interventi messi in campo per controllare questa specie”.

 

 

Questo imenottero è pericoloso perché va ad attaccare, nutrendosene, le api e altri impollinatori. Distrugge le arnie mettendo in crisi un sistema importante come quello dell'apicoltura. Ogni anno sono molti i calabroni che gli agricoltori portano ad analizzare agli esperti della fondazione Mach proprio temendo l'arrivo della specie. “Qui in Trentino – continua – è ben lungi dall'arrivare per espandere il proprio areale ma può sempre succedere. Gli apicoltori che continuano a portare avanti il monitoraggio per il momento hanno segnalato solo la presenza del calabrone nostrano”.

 

A confermare l'attenzione molto alta è anche Marco Facchinelli degli Apicoltori trentini. ''E' un calabrone difficile da combattere perché bisogna monitorare tutti i suoi spostamenti e capire dove si trova il nido. Alcune volte è stato usato anche il Gps per riuscire ad individuarlo. Per questo è meglio stare molto attenti”.

 

Intanto, però, a preoccupare sono anche altri esemplari che per il momento però sono molto lontani. Uno di questi è la “vespa mandarina” che è definito anche il calabrone più grande del mondo rilevato da poco anche in America

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