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L'appello di Coldiretti: ''Mangiate trentino per risollevare l'economia''. In Italia l’82% dei consumatori privilegia nel carrello i prodotti tricolore

Coldiretti Trentino Alto Adige è impegnata nella mobilitazione #MangiaItaliano e #MangiaTrentino per favorire l’economia nazionale e locale. L'obiettivo, a livello nazionale, è quello di estendere l’etichetta anche ai prodotti ortofrutticoli trasformati, dai succhi di frutta alle marmellate ma anche legumi in scatola senza dimenticare l’esigenza di arrivare anche nei ristoranti ad indicare la provenienza della carne e del pesce serviti a tavola

Pubblicato il - 21 luglio 2020 - 12:06

TRENTO. Mangiare trentino per rilanciare l'economia locale, l'attività dei ristoranti e degli agriturismi. E' questo il messaggio che la Coldiretti del Trentino ha deciso di lanciare e che si riallaccia alla mobilitazione avviata a livello nazionale “#mangiaitaliano”.

Secondo un'analisi diffusa quest'oggi realizzata da Coldiretti/Ixe’ l’82% dei consumatori privilegia nel carrello i prodotti tricolore per sostenere l’economia in un momento particolarmente difficile per il Paese.

 

“Anche Coldiretti Trentino Alto Adige – ha affermato il presidente Gianluca Barbacovi- è impegnata nella mobilitazione #MangiaItaliano e #MangiaTrentino per favorire l’economia nazionale e locale nei mercati, nei ristoranti, negli agriturismi. L’estensione dell’obbligo di etichette con l’indicazione del Paese d’origine degli alimenti è una vittoria per 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) 'Eat original! Unmask your food' promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica ed altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea”.

 

L'obiettivo, ora, è anche quello di estendere l’etichetta anche ai prodotti ortofrutticoli trasformati, dai succhi di frutta alle marmellate ma anche legumi in scatola senza dimenticare l’esigenza di arrivare anche nei ristoranti ad indicare la provenienza della carne e del pesce serviti a tavola.

 

Nei giorni scorsi è arrivato lo storico via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

 

Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

 

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