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Lotta allo spaccio, avviato l'iter per la creazione dell'unità cinofila della polizia locale di Trento: ''I cani anche a scuola per sensibilizzare i giovani''

Il vice comandante della polizia locale, Luca Sattin, ha presentato il progetto per la creazione di un'unità cinofila. I cani da pattuglia affiancheranno gli agenti in ogni momento, in modo da provvedere una presenza costante sul territorio 

Di Mattia Sartori - 19 ottobre 2020 - 16:50

TRENTO. Oltre alle notizie sui Mercatini di Natale (QUI ARTICOLO), alla conferenza stampa di lunedì 19 ottobre, il sindaco Franco Ianeselli e il vice-comandante della polizia Luca Sattin hanno presentato il progetto per la creazione di un'unità cinofila da inserire nel corpo della polizia locale del capoluogo. L'iter per la creazione di questa unità operativa, legato ad un bando della presidenza del Consiglio dei ministriè già iniziato e dovrebbe durare dai sei mesi a un anno una volta ottenuta l'approvazione. 

 

L'idea principale è quella di addestrare dei cani da pattuglia da affiancare ai poliziotti di quartiere in modo che si trovino costantemente sul territorio. La presenza degli animali avrà l'obiettivo di incentivare la prevenzione e il contrasto dello spaccio in città. "Nelle città dove queste unità sono già presenti sono stati ottenuti vari successi - afferma Sattin - tra cui l'allontanamento dei soggetti coinvolti nello spaccio da strada, la diminuzione nei consumi di sostanze stupefacenti e l'eliminazione della microcriminalità legata a queste attività". Ovviamente, come precisa il vice comandante, quest'iniziativa non eliminerà completamente il problema della droga, ma sarà un contributo fondamentale nella bonifica di determinate zone.

 

L'impiego di unità cinofile antidroga sarà anche volto a rafforzare le iniziative di prevenzione e contrasto dell'incidentalità stradale correlata ad alcol e droga. Il fiuto degli animali può aiutare a motivare ulteriori accertamenti su cose e persone che in quel momento sono soggette al controllo dei documenti di circolazione. 

 

Il progetto, "Un cane poliziotto per amico", avrà anche un risvolto educativo. Si pensa infatti di portare i cani nelle scuole, non per fare controlli, ma per sensibilizzare gli studenti sui rischi conseguenti all'assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di bevande alcoliche. Inoltre si approfitterà dell'occasione per far familiarizzare i ragazzi con gli animali, abituandoli al contatto e alla cura degli stessi.

 

L'addestramento, oltre ad insegnare agli animali a cercare e riconoscere le suddette sostanze stupefacenti, sarà volto anche ad abituarli a un contesto urbano. In questo modo sarà possibile inviarli al fianco dei poliziotti di quartiere senza che si creino problemi dovuti all'ambiente caotico della città. L'addestramento prevede inoltre che al cane venga insegnato a cercare solo quando gli viene ordinato di farlo, sempre per poterli inserire senza problemi in contesti pubblici, dove saranno circondati da molte persone. Per questi motivi verranno scelti cani altamente addestrabili, come i pastori tedeschi, che resteranno in servizio sul territorio tra i quattro e i cinque anni.

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