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Noleggiavano auto per rivenderle all'estero illegalmente. Maxi frode in Trentino, denunciate 14 persone

Le indagini fiscali hanno permesso di qualificare la società come “evasore totale” avendo, dal 2017 al 2018, evaso quasi 30 milioni di euro. Ad oggi sono state sequestrate 800 delle autovetture vendute, per un valore totale di oltre 14 milioni di euro

Pubblicato il - 11 settembre 2020 - 12:33

TRENTO. Scoperta una maxi frode transnazionale che riguarda una filiale trentina di un gruppo societario spagnolo di autonoleggio con numerosi sedi operative all'estero (Spagna, Francia, Belgio, Portogallo, Romania, Polonia e Messico). Sono scaturite dalle querele presentate da tre società finanziarie e di leasing, fra le quali una società controllata da un primario gruppo automobilistico mondiale, concentrate tutte su un cittadino spagnolo, amministratore della filiale.

 

Le investigazioni delle Fiamme Gialle hanno permesso di appurare come questa società - tra il 2017 e il 2018 - aveva noleggiato più di mille veicoli di vari marchi (perlopiù berline e suv Fiat, ma anche Opel, Skoda, Peugeot, Nissan, Ford Citroen e Toyota), per poi rivenderli illecitamente (anche all’estero) a clienti inconsapevoli della frode, il tutto omettendo di dichiarare all’Erario i relativi redditi conseguiti.

 

Al fine di individuare le automobili vendute, le attività di indagine sono state condotte anche attraverso una complessa attività investigativa transnazionale, che ha permesso di rintracciare e porre sotto sequestro 800 automobili del valore di mercato di oltre 14 milioni di euro.

 

All’esito delle complessive indagini, gli investigatori del nucleo di polizia di Trento hanno denunciato l’amministratore della filiale trentina, sita in via Brennero, risultato essere a capo anche dell’intero gruppo societario spagnolo di autonoleggio, un maiorchino di 44 anni e nove dirigenti (sei spagnoli e tre italiani) del gruppo.

 

Il citato amministratore, denunciato anche per l’omessa dichiarazione dei redditi della impresa trentina, è attualmente ricercato in quanto destinatario di un Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.) emesso dal GIP presso il Tribunale di Trento.

 

Sono stati poi denunciati per favoreggiamento, un'italiana della provincia di Latina che si è intestata fittiziamente la proprietà di alcuni autoveicoli, mentre per riciclaggio, tre italiani titolari di alcuni autosaloni in Bulgaria, ad Anzio (RM) e Gallarate (VA), per aver consapevolmente rivenduto a privati automobili di provenienza illecita tramite tre società che, a loro volta, sono state segnalate alla locale Autorità giudiziaria per responsabilità amministrativa dipendente da reato.

 

Le correlate indagini fiscali hanno permesso di qualificare tale società come “evasore totale”, avendo la stessa omesso di presentare, per i periodi d’imposta 2017 e 2018, le prescritte dichiarazioni dei redditi ai fini Ires, Irap e Iva, e di recuperare quasi 30 milioni di euro di imposte evase.

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