“Lavoratori fantasma” per evadere i contributi, sequestrati oltre 18 milioni di euro: nella maxi-operazione coinvolte anche due aziende trentine
Oltre 400 lavoratori che però esistevano solo sulla carta, questo quando emergerebbe dalle indagini della guardia di finanza che hanno coinvolto anche due aziende di Trento che si occupano di fornire manodopera a ditte impegnate negli allestimenti per fiere ed eventi

TRENTO. Proseguono i sequestri legati alla maxi-operazione messa in piedi dalla guardia di finanza per contrastare un sodalizio criminale composto da oltre 30 aziende che secondo le accuse sono coinvolte in una vasta frode fiscale e contributiva. Peraltro nel mirino degli inquirenti sono finite anche due aziende di Trento che si occupano di fornire manodopera a ditte impegnate negli allestimenti per fiere ed eventi.
Nelle scorse ore la Procura di Venezia ha ordinato alla guardia di finanza di sequestrare preventivamente beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per 18.802.672 euro nei confronti di altre 3 aziende e 12 persone fisiche che sarebbero risultate coinvolte nella vasta frode.
Come già anticipato l’operazione odierna si inserisce nel contesto di una complessa attività investigativa, che ha portato alla luce gli elementi indiziari di una sistematica evasione fiscale e contributiva che sarebbe stata realizzata da alcune aziende del Veneziano mediante l’interposizione fittizia di numerose “società cartiere” con sedi nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Milano, Bergamo, Brescia, Trento, Udine, Roma, Latina, Lecce e Trapani.
Le cosiddette “società cartiere”, cioè quelle aziende utilizzate soltanto per produrre carte contabili come copertura di attività illecite nei confronti del fisco, avrebbero avuto in carico negli anni, solo formalmente, centinaia di lavoratori (sarebbero oltre 400) e non avrebbero provveduto a versare i debiti assistenziali, fiscali e contributivi ma li avrebbero compensati con crediti di imposta inesistenti.














