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Non c'è due senza tre: la Provincia ri-ri-cattura M49. Papillon preso con la trappola tubo

Il Trentino leghista somiglia sempre più a uno zoo ottocentesco con orsi che vengono catturati e lasciati nei recinti. Al Casteller oltre M57 e Dj3 ora torna anche Papillon ma su altri tre esemplari pende il mandato di cattura

Di Luca Pianesi - 07 settembre 2020 - 12:45

TRENTO. Terzo giro terzo regalo. La provincia di Trento ha riripreso M49. Il Corpo forestale provinciale comunica l’avvenuta cattura di Papillon, l’orso fuggito dal recinto del Casteller a fine luglio dopo che era fuggito un anno prima dallo stesso recinto. L’operazione è stata portata a termine nella zona del Lagorai, dove l’animale si trovata nell’ultimo periodo, ed ancora una volta l'animale è stato preso mediante trappola a tubo, già utilizzata in passato per questo stesso esemplare. 

 

Come detto si tratta del terzo ''arresto'' dell'orso, in questo momento, più famoso del mondo e ora resta da capire dove lo porteranno. L'unica ipotesi sul campo, al momento, è quella del solito Casteller dal quale l'animale è già fuggito due volte e se è vero che non c'è due senza tre la Giunta Fugatti si espone al rischio di una nuova fuga anche se appare quasi impossibile (ma va detto che sembrava impossibile anche la prima e, ancor di più, la seconda).

 

Le elezioni d'altronde sono alle porte ed era annunciato qualche colpo di questo genere dopo che Papillon aveva preso in giro per la terza volta l'amministrazione provinciale sfilandosi il radiocollare e facendo perdere le sue tracce. Ora comincia l'incastro degli orsi perché il Casteller in attesa di modifiche può contenere al massimo tre esemplari e all'interno ci sono già M57 e Dj3 e Fugatti ha fatto l'ordinanza per la cattura anche di Jj4 e di altri due orsi misteriosi. Tutto ciò dimostra il totale fallimento della gestione del fenomeno da parte della giunta leghista che vuole trasformare il Trentino in uno zoo per orsi, seguendo un modello ottocentesco di rapporto con la natura, che va essenzialmente dominata dall'essere umano con buona pace delle altre specie.

 

Il piano prevede che Dj3, dopo anni di permanenza nella struttura di Trento venga spostata e portata nel Parco faunistico di Spormaggiore assieme agli altri animali da ''esposizione'' già presenti. Verranno, poi, avviate delle procedure amministrative per frazionare ulteriormente l'area del Casteller perché se è vero che le passate amministrazioni avevano stabilito con tecnici ed esperti che quello era il numero massimo di esemplari da contenere in quello spazio ristretto è anche vero che, a seconda del rispetto che si ha per questi animali, si può decidere di mettercene quanti se ne vuole, ammassandoli. 

 

E così il piano del presidente leghista del Trentino si delinea sempre di più nei suoi infiniti punti deboli e nella sua totale scarsa attinenza con la realtà. La doppia ordinanza di cattura per i due esemplari di Andalo e Folgarida che non si sa nemmeno chi sono e che sicuramente non hanno mai minacciato l'uomo si basa sull'unica accusa che i due si sarebbero ''macchiati'' della colpa di essersi avvicinati ai centri abitati per cercare cibo tra bidoni dei rifiuti lasciati incustoditi lungo le strade. Sono due ordinanze scarsamente in linea con le normative nazionali ed europee previste dai piani di gestione dei grandi carnivori (dove sono le azioni di prevenzione, di dissuasione, di informazione per la popolazione?) e dunque, come sta accadendo in tantissimi altri ambiti con la Provincia di Trento, rischiano di essere impugnate e poi respinte dai tribunali

 

Intanto M49 torna alla sbarra in attesa di prossimi sviluppi.

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