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Cattura M49, le associazioni: “Basta accanirsi, la Pat rimetta allo Stato le sue competenze se non è in grado di gestire i grandi carnivori”

Dopo la cattura di M49-Papillon, dura presa di posizione delle associazioni animaliste. L’Enpa: “La Pat non deve più esercitare nessuna competenza sui grandi carnivori”. La Lav: “L’orso venga radiocollarato e rimesso in libertà”. La Leal contesta la castrazione chimica

Di Tiziano Grottolo - 07 settembre 2020 - 17:24

TRENTO. M49-Papillon è stato catturato per la terza volta, sempre con lo stesso metodo: una trappola tubo (QUI articolo). L’orso “più unico che raro – per stessa ammissione della Provincia – sia per potenza che per intelligenza” è diventato la “bestia nera” della giunta leghista riuscendo per ben due volte a fuggire dalla recinto Casteller, lo stesso luogo dove con ogni probabilità è stato trasferito in queste ore.

Dopo la terza cattura però, le associazioni animaliste sono scese sul piede di guerra accusando la Pat di accanirsi sul plantigrado. L’Enpa parla di “un’ignobile persecuzione”, chiedendo l’intervento del ministro Sergio Costa. “M49-Papillon – spiega l’Enpa – è un orso che non si è mai reso colpevole di nessun atto di aggressione verso gli umani ma che è diventato suo malgrado elemento di gioco politico”. L’associazione promette di rivolgersi anche all’Unione europea pur di proteggere l’orso: “Questa deriva non può restare impunita, la Pat non deve più esercitare nessuna competenza sui grandi carnivori”.

 

Anche la Lav auspica l’intervento di Roma, per trovare soluzione diverse dalla reclusione a vita:L’Orso era già fuggito due volte dal recinto del Casteller, dove era segregato in un angolo della struttura, stretto e angusto per qualsiasi orso – afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici – uno spazio inadeguato. Escludiamo che M49 possa sopportare questa nuova cattura, chiediamo di smetterla di accanirsi contro questo plantigrado”.

 

Gian Marco Prampolini, presidente Lael, annuncia che i legali dell’associazione hanno chiesto di accedere agli atti contestando la castrazione chimica: Non lasceremo nulla di intentato e stiamo elaborando nuove strategie, anche legali, per tutelare M49 e tutta la popolazione ursina messa in pericolo dalla cattiva gestione della Provincia di Trento”.

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