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Per Zaia serve ripristinare l'aeroporto di Cortina, ma il Comune non ne vuole sapere. Il vice sindaco Alverà: “Puntiamo sulla rete ferroviaria”

In vista dei prossimi grandi eventi che vedranno Cortina d’Ampezzo grande protagonista, dopo essersi parlato di un ipotetico collegamento ferroviario tra Calalzo e Dobbiaco, ecco che Zaia tira in ballo la possibilità di riaprire l’ora in disuso aeroporto di Fiames

Di Lucia Brunello - 05 febbraio 2020 - 12:35

CORTINA D’AMPEZZO. In vista dei due grandi eventi che nei prossimi anni vedranno la “perla delle Dolomiti” grande protagonista internazionale, ossia i Campionati del Mondo di Sci Alpino 2021 e le Olimpiadi 2026, ecco che all’ipotesi di realizzare una rete ferroviaria che attraversi il bellunese, si è aggiunta ora quella di realizzare un aeroporto, così da aumentare la rete di collegamenti usufruibili dai turisti per giungere direttamente nel cuore pulsante delle Dolomiti. 

 

E’ il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a lanciare la proposta, sostenendo doveroso creare un collegamento che possa permettere di percorrere la tratta Venezia-Cortina in meno di due ore. Un’opzione efficace in questo verso, sarebbe sicuramente quella di ripristinare il vecchio aeroporto di Fiames, sito poco fuori Cortina, ormai chiuso da oltre quarant’anni anche in seguito a due incidenti aerei in cui persero la vita 11 persone.

 

Ma quello che per Zaia sarebbe il progetto ultimo perfetto per la “perla delle Dolomiti”, per il Comune di Cortina rappresenta invece un’ipotesi talmente remota da non essere neanche stata presa in considerazione.

 

“Da parte dell’amministrazione non c’è alcuna intenzione di riaprire l’aeroporto, idea che valutiamo tutt’altro che positiva ed efficace”, dice Luigi Alverà, vice sindaco di Cortina d’Ampezzo, raggiunto telefonicamente da ilDolomiti.it. “L’aeroporto presenta dei limiti funzionali che non si possono trascurare. Non garantirebbe un servizio con aerei di grandi dimensioni, e non sarebbe facilmente tollerabile il sorvolo in entrata e in uscita degli aeromobili, cosa che avverrebbe proprio sopra il paese”. 

 

“Il nostro non sarebbe paragonabile ad un aeroporto come quello di Sankt Moritz – idilliaco paesino svizzero con lo stesso numero di abitanti di Cortina - che si trova a 10 chilometri dal centro abitato e, soprattutto, in una valle aperta dove è possibile l’atterraggio di aerei di dimensioni piuttosto rilevanti. L’aeroporto di Fiames, invece, si trova proprio dove la valle si chiude. Una posizione decisamente scomoda e, in parte, anche rischiosa”, continua il vice sindaco. "Sicuramente creeremo un'aviosuperficie che permetta l'atterraggio agli elicotteri, ma non ci spingeremo oltre".

 

Nonostante non ci sia ancora un vero progetto alla mano, Alverà si dimostra fiducioso nel parlare di un'ipotetica realizzazione futura di una rete ferroviaria che possa collegare Calalzo con Dobbiaco. “Stiamo valutando un collegamento che possa essere concorrenziale con altri tipi di trasporto, principalmente quello su gomma”.

 

“In ogni caso, non credo che ci siano le tempistiche necessarie per costruire una struttura del genere entro le prossime importanti date in calendario, neppure per le Olimpiadi del 2026. Ma Cortina e tutto il Cadore non vivono solo in funzione dei grandi eventi, bensì di stagioni estive e invernali con un afflusso turistico da sempre molto significativo”.

 

“L’intento c’è, ora vanno studiati i tempi burocratici necessari per progettare l’opera, finanziarla e realizzarla. In questa noi crediamo molto, e siamo certi si tratti di un progetto a lungo termine. L’auspicio è che si possa creare un collegamento su rotaie da affiancare alla già esistente pista ciclabile, di cui beneficerebbe senza ombra di dubbio. L’Alto Adige, in questo, è l’esempio più calzante e ben riuscito”, conclude Alverà.

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