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| 17 dic 2020 | 19:37

''Stop Casteller'' e ''Restiamo a fianco di M49'', da Trento a Rovereto e in molte città italiane manifestazioni di sostegno agli orsi trentini

Dopo la manifestazione "Smontiamo la gabbia" del 18 ottobre a Trento, nuove azioni della campagna nazionale #StopCasteller per la liberazione degli orsi Gli attivisti: "La mobilitazione crescerà ancora, non siamo disposti a restare a guardare gli orsi morire lentamente dentro un recinto"  

di Redazione

TRENTO. "Stop Casteller" e "Restiamo a fianco di M49 e tutti gli orsi per una liberazione totale". Questi i cartelli comparsi sulla porta d'ingresso della Provincia di Trento in piazza Dante e al Mart di Rovereto. Un blitz notturno eseguito nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre in molte città italiane da Milano a Torino, da Venezia a Verona, così come Padova, Treviso e Vercelli. Un'azione di Assemblea Antispecista, Centro Sociale Bruno, Rise Up 4 Climate Justice e Fridays for Future Trento.

Manifesti che chiedono la liberazione di M49-Papillon, M57 e Dj3. "Chiediamo - aggiungono le associazioni - la fine delle persecuzione di questi animali. Già il 18 ottobre scorso, un corteo di 500 attiviste e attiviste da tutta Italia aveva manifestato davanti ai cancelli del Casteller, abbattendo una parte della rete di recinzione e incatenandosi in segno di protesta contro la detenzione degli orsi e per chiedere che il centro fosse chiuso o ritornasse alla sua destinazione originaria: un vivaio a tutela del patrimonio boschivo".

 

Oltre alle fughe di M49, nei mesi scorsi la questione degli orsi è alla ribalta nazionale dopo la pubblicazione di una relazione del Cites, il servizio dell'Arma dei carabinieri che si occupa delle specie protette, a seguito di un sopralluogo nella struttura richiesto dal ministro all'Ambiente, Sergio Costa.

"Il rapporto del Cites - proseguono Assemblea Antispecista, Centro Sociale Bruno, Rise Up 4 Climate Justice e Fridays for Future Trento - ha evidenziato come le condizioni in cui versano gli orsi sono inadeguate a garantire il benessere degli animali a causa degli spazi angusti che rendono difficile la convivenza e dell'uso massiccio di psicofarmaci. Oggi otto città si sono svegliate tappezzate di adesivi, manifesti e cartelli che rinnovano quella solidarietà e quella vicinanza che vanno oltre la specie. La mobilitazione crescerà ancora - proseguono gli attivisti - per far capire che non siamo disposti a restare a guardare gli orsi morire lentamente dentro un recinto".

Le associazioni mettono in discussione la decisione di "mettere sotto chiave" i tre esemplare "indisciplinati", così come le condizioni in cui si trovano rinchiusi. "Sulle condizioni agghiaccianti in cui si trovano questi animali sono stati redatti verbali a cui non è seguita alcuna azione a loro tutela. Il ministro dell'Ambiente, che da mesi parla dell'eroe M49, non fa assolutamente niente affinché la Provincia di Trento progetti nuove forme di convivenza tra orsi e umani", concludono Assemblea Antispecista, Centro Sociale Bruno, Rise Up 4 Climate Justice e Fridays for Future Trento.

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