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Truffano un residence, 17enne e 22enne nei guai. Trovati in possesso anche di due pistole semiautomatiche

E' successo a Riva del Garda. La ragazza  aveva chiamato il titolare di un residence di Riva del Garda e, utilizzando i codici di una carta di credito disattivata, era riuscita a prenotare una stanza per 5 notti. Oltre alla truffa sono stati denunciati per porto ingiustificato di strumenti riproducenti armi

Pubblicato il - 14 gennaio 2020 - 10:26

RIVA DEL GARDA. Truffa e porto ingiustificato di strumenti riproducenti armi. A finire nei guai due persone, un ragazzo di 22 anni di Riva del Garda e una minorenne di 17 anni di Rovereto entrambi identificati dalla squadra mobile del commissariato di Riva.

 

La truffa architettata dai due giovani prende forma il 5 gennaio, quando la ragazza chiama il titolare di un residence di Riva del Garda e, utilizzando i codici di una carta di credito disattivata, prenota una stanza per 5 notti. I giovani, conoscendo le abitudini del titolare del residence, che, alla chiusura della reception, lascia le chiavi per accedere alle camere in un luogo concordato, si presentano, in modo anonimo, in orario successivo alla chiusura della struttura e dopo aver prelevato le chiavi usufruiscono dei servizi concordati.

 

Due giorni dopo, il titolare della struttura non riuscendo ad identificare di persona gli ospiti, cerca di contattarli sull’utenza telefonica fornita ma, la persona che risponde si dichiara totalmente estranea alla prenotazione.

 

Compreso di essere stato truffato il titolare del residence si è recato al Commissariato di polizia per denunciare i fatti. Gli investigatori, dopo aver visionato le immagini riprese dalle telecamere interne della struttura, sono riusciti a riconoscere uno degli autori. Si tratta di un giovane rivano già noto alle forze dell’ordine.

 

A seguito delle indagini la Volante ha rintracciato l’uomo nel centro cittadino che, sottoposto a perquisizione, ha consegnato una pistola semiautomatica Walther, una pistola semiautomatica Glock, entrambe prive del tappo rosso e 62 cartucce a salve.

 

Per tale motivo, valutato che il ragazzo non giustificava il motivo del porto, è stato denunciato anche per porto ingiustificato di strumenti riproducenti armi.

 

Il reato di truffa - commenta il Vice Questore Salvatore Ascione, Dirigente del commissariato di P.S. di Riva del Garda - la cui condotta si manifesta attraverso l’artificio o il raggiro, necessita della involontaria partecipazione della vittima. Assistiamo, però, talvolta a comportamenti che non solo possono favorire queste condotte illecite, ma rappresentano essi stessi violazioni di legge. Si ricorda, infatti, che l’art. 109 del TULPS obbliga gli esercenti di strutture ricettive ad inviare giornalmente all’Autorità di Pubblica Sicurezza l’arrivo delle persone alloggiate, pena una sanzione penale che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino ad euro 206,00. La natura di questo obbligo è da rintracciare nell’esigenza dello Stato di conoscere i cittadini che soggiorno in una determinata località, non solo per avere contezza di chi in quel momento vive in quel territorio, ma anche per svolgere quella funzione di controllo che è propria delle forze dell’Ordine e che ha lo scopo di prevenire la commissione dei reati”.

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