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| 27 gen 2020 | 15:22

Giravano per strada con dodici proiettili nello zaino e una collana contraffatta, nei guai due ragazzi di 23 e 29 anni

I due ragazzi sono stati individuati dalle volanti di polizia del commissariato di Riva del Garda durante alcuni controlli sul territorio. Il giovane di 29 anni è stato denunciato per detenzione abusiva di munizioni mentre il 23enne segnalato per cosa con impronta contraffatta e ricettazione

Giravano per strada con dodici proiettili nello zaino e una collana contraffatta, nei guai due ragazzi di 23 e 29 anni
di Redazione

ARCO. Sei cartucce calibro 12 nascoste in uno zaino e una collana d'oro contraffatta. Sono due giovani di 23 e 29 anni finiti nei guai i giorni scorsi durante dei controlli messi in campo dagli agenti delle volanti del commissariato di Riva del Garda.

 

Nello specifico, venerdì scorso gli agenti impegnati nella attività di controllo cittadino per prevenire i furti in appartamento, hanno identificato un giovane mentre, in una strada poco frequentata e non illuminata, era in piedi, con una sigaretta accesa, accanto ad una autovettura.

 

Insospettiti da questo comportamento si sono avvicinati al fine di identificarlo e comprendere cosa stesse facendo in quella zona. All’arrivo della volante, il 29enne si mostrava, stranamente, preoccupato non riuscendo, peraltro, a spiegare il motivo della sua presenza in quel posto.

 

Considerata l’ora e valutato che potesse aver fatto uso di stupefacenti, gli agenti hanno decido di perquisire il mezzo. Durante il controllo è stato trovato uno zaino, appoggiato sul sedile posteriore, dove all'interno c'erano 6 cartucce calibro 12. Le spiegazioni fornite dal ragazzo non hanno convinto gli agenti che hanno sequestrato le cartucce e denunciato il 29enne per detenzione abusiva di munizioni.

 

Il giorno seguente a finire nei guai è stato un ragazzo in centro a Riva del Garda. All’atto del controllo è emerso che deteneva una collana in simil-oro, sul cui fermaglio era impresso il marchio orafo dell’oro con purezza 75% o 18 carati, costituito da un rombo con all’interno la cifra 750. La collana sottoposta, immediatamente, al controllo di un orafo del centro storico è però risultata essere falsa. Il giovane, visto l’epilogo, si è giustificato dichiarando di averla rinvenuta in un parco e di aver pensato, in un primo momento, che fosse vera.

 

In considerazione, anche dei precedenti del ragazzo, e non escludendo che potesse essere usata per compiere qualche truffa, la collana è stata sequestrata ed il giovane segnalato all'autorità giudiziaria per uso di cosa con impronta contraffatta e ricettazione.

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