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Vedono una pattuglia e lanciano via un borsello: contiene mezzo chilo in oro tra fedi, orecchini e collane. Avevano appena ripulito un appartamento in pochi minuti

L'operazione della polizia è scattata ieri mattina, giovedì 20 agosto, a Trento dopo che in un'abitazione di via Briamasco i due malviventi sono entrati in azione: il tempo di una commissione per una signora, uscita di casa per recarsi all'ufficio postale, e i due giovani hanno ripulito l'appartamento

Pubblicato il - 21 agosto 2020 - 12:20

TRENTO. Sono stati trovati in possesso di circa mezzo chilo di oro tra fedi nuzialiorecchini, braccialetti e catenine. Una 21enne è stata arrestata, mentre un 17enne è stato denunciato.

 

L'operazione della polizia è scattata ieri mattina, giovedì 20 agosto, a Trento dopo che in un'abitazione di via Briamasco i due malviventi sono entrati in azione: il tempo di una commissione per una signora, uscita di casa per recarsi all'ufficio postale, e i due giovani hanno ripulito l'appartamento.  

 

L’attività investigativa, che ha portato a bloccare i due giovani con la refurtiva sottratta dall'appartamento, è stata frutto di un’attenta valutazione degli indizi emersi nel corso dei sopralluoghi effettuati in alcuni furti avvenuti in città dall’inizio del mese di agosto. Un modus operandi che ha spinto la polizia a ritenere che si trattasse di azioni criminose ben organizzate, probabilmente commesse da ladri non residenti nel capoluogo trentino, quanto itineranti alla ricerca degli obiettivi da derubare.


E' stata soprattutto le modalità di scasso a indirizzare le indagini in questo senso: in tutti gli episodi in cui è intervenuta la polizia di Stato, sono stati rilevate porte o finestre forzate attraverso cacciaviti e altri attrezzi, trovati a poca distanza dai luoghi di furto. E arnesi simili sono stati trovati ai due ragazzi indagati dalla squadra mobile.

 

Nei prossimi giorni, d’accordo con la Procura della Repubblica di Trento, saranno effettuati degli accertamenti scientifici per verificare l'eventuale presenza delle stesse impronte sugli arnesi da scasso sequestrati ai due giovani fermati ieri e quelli ritrovati in altri luoghi di furto.

 

Un altro dato, che fatto da subito propendere per l’ipotesi investigativa di azioni delittuose programmate con attenzione, è stato che le abitazioni derubate, come quella di via Briamasco, fossero tutte disabitate al momento dell’ingresso dei ladri: i proprietari erano in vacanza oppure appena usciti per andare al lavoro o per svolgere alcune commissioni. Questa conferma è arrivata attraverso le testimonianze raccolte dai poliziotti della Questura di Trento proprio dalle stesse vittime e da altre persone residenti nelle vicinanze delle abitazioni derubate.

 

I racconti delle persone derubate e dei vicini hanno sempre segnalato la presenza di una coppia di giovani che è stata notata aggirarsi nelle vicinanze delle abitazioni nei giorni immediatamente precedenti i furti. Un particolare, unito alle descrizioni dei tratti somatici dei due giovani, ha indirizzato gli investigatori della squadra mobile su una pista investigativa precisa.

 

I due giovani, bloccati con la refurtiva rubata poco prima in via Briamasco, sono stati visti da un pattuglia mentre si aggiravano in zona Madonna Bianca. Alla vista dell’equipaggio in borghese della polizia di Stato, i ladri sono fuggiti e in questa azione hanno lanciato un borsello pieno di monili in oro.


Una volta raggiunti dai poliziotti della Questura, i due sono stati bloccati e condotti agli uffici di viale Verona: una ragazza di 21 anni di origine sinti, residente in provincia di Torino, è stata arrestata per ricettazione, mentre un 17enne croato è stato trasferito in una comunità per minori non accompagnati.

 

La refurtiva è stata, invece, interamente recuperata e sarà restituita alla proprietaria, una 67enne di Trento: la donna ha riconosciuto quanto le è stato rubato. "La collaborazione tra la polizia e i cittadini si è rivelata risolutiva - commenta Tommaso Niglio, capo della squadra mobile - non solo per raggiungere un risultato investigativo importante, quanto per recuperare la refurtiva. Senza l’aiuto immediato e tempestivo della vittima, non si sarebbe stati in grado di risalire ai due giovani bloccati ieri in zona Madonna Bianca".

 

Queste indagini avviate dagli investigatori della polizia rientrano in una strategia più ampia di contrasto ai furti in abitazione voluta dal Questore di Trento, Claudio Cracovia, attraverso un’intensificazione dell’attività di controllo del territorio.

 

In particolare è stato innalzato il livello di attenzione attraverso ripetuti controlli in stazione, così come nelle vie del capoluogo per identificare le persone sprovviste di documenti, ma anche con precedenti penali, giunti in città e sanzionati attraverso fogli di via obbligatori, cioè il divieto di ritorno a Trento.

 

"L’invito ai cittadini di Trento è quello di collaborare con la polizia di Stato - dice Luigi Di Ruscio, vice questore vicario - denunciando e segnalando al numero unico di emergenza soggetti sospetti che si aggirano vicino alle abitazioni. La sicurezza è anche 'fare squadra' tra forze dell’ordine e cittadinanza, solo così si può impedire il perpetrarsi di reati così odiosi quale è il furto in abitazione, per giunta contro vittime indifese quali gli anziani".

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