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Zeni rompe il silenzio: “Da Fugatti attacchi ingiustificati all’ordine dei medici, spettava alla Pat programmare per tempo tamponi e mascherine sufficienti”

L’intervento di Zeni: “Chi rappresenta l’istituzione provinciale ha il dovere di evitare attacchi fuori luogo a chi rappresenta le persone che si trovano in prima linea per salvare vite, casomai doveva essere la Pat ad attivarsi per tempo per reperire tamponi e Dpi”

Di Tiziano Grottolo - 27 marzo 2020 - 20:09

TRENTO. Sono ormai due sedute che il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, in apertura della conferenza stampa punta il dito contro l’ordine dei medici “colpevoli” di aver chiesto in ritardo i tamponi: “Noi sentiamo le richieste che arrivano dal mondo della sanità e ci facciamo interpreti di questa problematica – ha detto – vogliamo dare queste risposte, ma vogliamo essere chiari, fino al 18 di marzo l’ordine dei medici del tema dei tamponi non ci aveva mai parlato. Oggi ce li chiedono – riprende – va benissimo ma tempo al tempo”.

 

Un commento, per di più ribadito in due distinte sedute, che ha lasciato quantomeno perplessi, soprattutto per il canale scelto, la conferenza stampa ma anche per l’opportunità del momento visto che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi sanitaria che, fra gli altri, vede proprio i medici in prima linea. Ma se è vero che la lettera risale alla scorsa settimana, è altrettanto vero che da ben prima il personale sanitario nelle sue varie articolazioni aveva già evidenziato le criticità in merito alla carenza di Dispositivi di protezione individuale e tamponi, richieste messe nero su bianco in una circolare di inizio marzo (QUI articolo).

 

Su questa vicenda è intervenuto anche l’ex assessore alla sanità, ora nei banchi dell’opposizione, Luca Zeni, del Partito Democratico: “Mi dispiace rompere il silenzio che mi sono imposto – scrive – perché è dovere di tutti evitare di delegittimare le istituzioni nei momenti di emergenza, per questo sto limitando i miei interventi, evitando più possibile i commenti politici”.

 

Un dovere però, come fa notare lo stesso consigliere, che dovrebbe riguardare anche chi si trova a governare la provincia: “Non posso esimermi dal commentare il veemente che Fugati ha rivolto all’ordine dei medici perché insiste nel chiedere tamponi e dispositivi di protezione per il personale che è in prima linea in ospedali e Rsa”. Zeni si dice sconcertato: “Non è di certo compito dell’ordine dei medici programmare per tempo tamponi e mascherine sufficienti – precisa – e reperirli non è una concessione a medici, infermieri, oss, che la chiedono, ma la strategia migliore per tutelare operatori e cittadini e limitare il contagio”.

 

Effettivamente i sindacati di categoria da tempo punto il dito contro la carenza dei Dpi “una volta preso atto che la provincia non si era organizzata per averli – puntualizza Zeni che poi aggiunge – la prima risposta del presidente Fugatti è stata che non serviva aumentare i tamponi, salvo poi rivedere la posizione e concordare di aumentarli, anche perché la diagnosi immediata è l’unico strumento davvero efficiente per contenere il contagio”.

 

Nel frattempo la Provincia, anche qui in seguito a varie sollecitazioni delle rappresentanze sindacali e dello stesso Zeni, ha iniziato a interloquire con le cliniche private di fatto inattive e con personale inattivo: “La Pat, che con queste strutture ha convenzioni milionarie, non doveva attendere che si offrissero spontaneamente, ma doveva da subito ‘spronarle’ attivamente a mettersi a disposizione del sistema, prima ancora degli appelli ai pensionati”, sottolinea il consigliere Dem, che infine conclude: “Tornerò ad evitare più possibile i commenti politici, ma chi rappresenta l’istituzione provinciale ha allo stesso modo il dovere di evitare attacchi fuori luogo a chi rappresenta le persone in prima linea per salvare vite”.

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