Coronavirus, i medici: ''La politica ci protegga: se cadiamo noi, crolla il sistema sanitario. In Italia il numero dei sanitari contagiati è più alto che in Cina''
Arriva un grido di allarme e di dolore che l’Ordine esprime davanti al numero altissimo di medici contagiati dal virus e deceduti a causa della malattia, oggi sono già oltre 40 in tutto il Paese. Viene rilanciato un forte appello alla politica perché si mettano in atto tutti i sistemi di protezione necessari per evitare che vengano a mancare i sanitari, in prima linea nella cura alla popolazione
LA LETTERA ALLA PROVINCIA ALL'INTERNO

TRENTO. "Chiediamo un salto di qualità. I nostri professionisti devono essere protetti e difesi in modo adeguato. Se crollano, il sistema sanitario può solo collassare. Alcune situazioni sono davvero difficili". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, alla Provincia nella gestione dell'emergenza coronavirus in Trentino. Nel corso del report giornalieri di ieri, giovedì 25 marzo, il presidente Maurizio Fugatti ha rilanciato il ricorso ai tamponi e ha provato a rispedire al mittente alcune osservazioni.
"L'Ordine dei medici ha scritto il 18 marzo scorso, quella la data della lettera", ha detto il presidente della Provincia. Da allora si è preso in considerazione di aumentare il numero di tamponi, soprattutto sul personale sanitario, maggiormente esposto a contrarre il Covid-19, e si dovrebbe entrare a regime tra una settimana attraverso il coinvolgimento dell'Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler.
E se è vero che la lettera è della scorsa settimana, altrettanto vero è che da ben prima il personale sanitario nelle sue varie articolazioni ha evidenziato le criticità in merito alla carenza di Dispositivi di protezione individuale e tamponi, scritte anche in una circolare di inizio mese. Se l'Ordine dei medici (ma anche quello delle professioni infermieristiche) mette nero su bianco le proprie perplessità e proposte significa semplicemente che il limite ormai è prossimo davanti al quadro generale e alle istanze avanzate (ma forse non prese in considerazione nella dovuta importanza) lì dove dovrebbe venire definita una strategia e una linea da seguire, cioè la task force attiva tra Provincia e comitato tecnico-scientifico.
Intanto arriva un grido di allarme e di dolore che l’Ordine esprime davanti al numero altissimo di medici contagiati dal virus e deceduti a causa della malattia, oggi sono già oltre 40 in tutto il Paese. Viene rilanciato un forte appello alla politica perché si mettano in atto tutti i sistemi di protezione necessari per evitare che vengano a mancare i sanitari, in prima linea nella cura alla popolazione.
"Ribadiamo l'impegno e collaborazione nell’esame e nell'analisi dei temi più importanti e attuali, come l’organizzazione della medicina sul territorio. I medici - evidenzia Ioppi - pagano un prezzo altissimo a causa del contagio e i dati sui sanitari colpiti dal coronavirus in Italia sono peggiori di quelli registrati in Cina".
Nella giornata di ieri è ritornato anche sul tema il presidente nazionale dell'Ordine dei medici. "E’ lecito supporre - spiega Filippo Anelli - che questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati quali mascherine, guanti, camici monouso e visiere di protezione, che invece continuano a scarseggiare o vengono centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un’epidemia alla quale l’Italia si era dichiarata pronta solo fino a due mesi fa".
L’Ordine ritiene importante, in questo momento critico anche, e soprattutto, un coinvolgimento e un’attenzione nei confronti dei medici, una comunicazione chiara e diretta. "I nostri professionisti - prosegue il presidente dei medici - possono diventare diffusori del contagio se non vengono testati attraverso i tamponi o l'introduzione di screening rapidi. L'emergenza si supera solo in modo intelligente e una condivisa organizzazione della medicina del territorio con la messa in funzione delle Unità speciali di continuità assistenziale".
La richiesta è quella di istituire un tavolo permanente per portare idee, propositi e contributi per trovare soluzioni, strategie e priorità in questa battaglia al coronavirus. "I nostri medici - conclude Ioppi - i nostri operatori sanitari sono un bene preziosissimo e dobbiamo averne cura. Mettono a disposizione la loro vita per gli altri e per questo serve un salto di qualità per proteggerli".












