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Coronavirus, i medici: ''La politica ci protegga: se cadiamo noi, crolla il sistema sanitario. In Italia il numero dei sanitari contagiati è più alto che in Cina''

Arriva un grido di allarme e di dolore che l’Ordine esprime davanti al numero altissimo di medici contagiati dal virus e deceduti a causa della malattia, oggi sono già oltre 40 in tutto il Paese. Viene rilanciato un forte appello alla politica perché si mettano in atto tutti i sistemi di protezione necessari per evitare che vengano a mancare i sanitari, in prima linea nella cura alla popolazione

LA LETTERA ALLA PROVINCIA ALL'INTERNO

Di Luca Andreazza - 27 marzo 2020 - 15:36

TRENTO. "Chiediamo un salto di qualità. I nostri professionisti devono essere protetti e difesi in modo adeguato. Se crollano, il sistema sanitario può solo collassare. Alcune situazioni sono davvero difficili". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, alla Provincia nella gestione dell'emergenza coronavirus in Trentino. Nel corso del report giornalieri di ieri, giovedì 25 marzo, il presidente Maurizio Fugatti ha rilanciato il ricorso ai tamponi e ha provato a rispedire al mittente alcune osservazioni.

 

"L'Ordine dei medici ha scritto il 18 marzo scorso, quella la data della lettera", ha detto il presidente della Provincia. Da allora si è preso in considerazione di aumentare il numero di tamponi, soprattutto sul personale sanitario, maggiormente esposto a contrarre il Covid-19, e si dovrebbe entrare a regime tra una settimana attraverso il coinvolgimento dell'Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler.

 

E se è vero che la lettera è della scorsa settimana, altrettanto vero è che da ben prima il personale sanitario nelle sue varie articolazioni ha evidenziato le criticità in merito alla carenza di Dispositivi di protezione individualetamponi, scritte anche in una circolare di inizio mese. Se l'Ordine dei medici (ma anche quello delle professioni infermieristiche) mette nero su bianco le proprie perplessità e proposte significa semplicemente che il limite ormai è prossimo davanti al quadro generale e alle istanze avanzate (ma forse non prese in considerazione nella dovuta importanza) lì dove dovrebbe venire definita una strategia e una linea da seguire, cioè la task force attiva tra Provincia e comitato tecnico-scientifico.

 

Intanto arriva un grido di allarme e di dolore che l’Ordine esprime davanti al numero altissimo di medici contagiati dal virus e deceduti a causa della malattia, oggi sono già oltre 40 in tutto il Paese. Viene rilanciato un forte appello alla politica perché si mettano in atto tutti i sistemi di protezione necessari per evitare che vengano a mancare i sanitari, in prima linea nella cura alla popolazione.

 

"Ribadiamo l'impegno e collaborazione nell’esame e nell'analisi dei temi più importanti e attuali, come l’organizzazione della medicina sul territorio. I medici - evidenzia Ioppi - pagano un prezzo altissimo a causa del contagio e i dati sui sanitari colpiti dal coronavirus in Italia sono peggiori di quelli registrati in Cina".

 

Nella giornata di ieri è ritornato anche sul tema il presidente nazionale dell'Ordine dei medici. "E’ lecito supporre - spiega Filippo Anelli - che questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati quali mascherine, guanti, camici monouso e visiere di protezione, che invece continuano a scarseggiare o vengono centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un’epidemia alla quale l’Italia si era dichiarata pronta solo fino a due mesi fa".

 

L’Ordine ritiene importante, in questo momento critico anche, e soprattutto, un coinvolgimento e un’attenzione nei confronti dei medici, una comunicazione chiara e diretta. "I nostri professionisti - prosegue il presidente dei medici - possono diventare diffusori del contagio se non vengono testati attraverso i tamponi o l'introduzione di screening rapidi. L'emergenza si supera solo in modo intelligente e una condivisa organizzazione della medicina del territorio con la messa in funzione delle Unità speciali di continuità assistenziale".

 

La richiesta è quella di istituire un tavolo permanente per portare idee, propositi e contributi per trovare soluzioni, strategie e priorità in questa battaglia al coronavirus. "I nostri medici - conclude Ioppi - i nostri operatori sanitari sono un bene preziosissimo e dobbiamo averne cura. Mettono a disposizione la loro vita per gli altri e per questo serve un salto di qualità per proteggerli".

 

 

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