Abbandonata l'ipotesi di un altro vallo tomo: per mitigare il rischio crollo sopra Mori vecchio “interventi puntuali in parete”
Ieri in Consiglio comunale è arrivata la svolta, racconta il consigliere del Patt Cristiano Moiola: il secondo lotto di interventi per la mitigazione del rischio crollo, quello riguardante la frazione di Mori vecchio, sarà costituito da “interventi puntuali in parete”

MORI. “Fino al 2016 l'Amministrazione provinciale aveva dichiarato che, come già successo per la messa in sicurezza delle abitazioni di Mori centro, l'unica soluzione per proteggere le case dei moriani dai crolli fosse la creazione del vallo tomo quella che, dicevano i geologi, avrebbe dato più garanzie e sicurezza dal punto di vista tecnico. Oggi invece a quanto pare non è più così”. Ieri in Consiglio comunale è infatti arrivata la svolta, racconta il consigliere del Patt Cristiano Moiola: il secondo lotto di interventi per la mitigazione del rischio crollo, quello riguardante la frazione di Mori vecchio, sarà costituito da “interventi puntuali in parete” e non più dal vallo tomo.

“E' la stessa soluzione che avevamo proposto 5 anni fa – dice Moiola a il Dolomiti – ma allora non eravamo stati ascoltati e si è deciso di proseguire comunque realizzando un'opera sì definitiva, ma a grande impatto”. Secondo i tecnici della Provincia intervenuti ieri durante la discussione infatti, gli interventi in parete non saranno particolarmente invasivi, visto che verranno realizzati principalmente in zone boscate, al contrario invece del discusso vallo tomo che nel 2017 è stato realizzato per proteggere dal “diedro” roccioso che minacciava le abitazioni di Mori centro.
“A differenza di quest'ultimo però – continua il consigliere – gli interventi in parete avranno una durata limitata nel tempo e non escludono affatto la progettazione futura di un'opera definitiva, duratura e semi-perenne come il vallo tomo. Per ora però, per il versante di Mori vecchio si è deciso di rimandare e di intervenire in altro modo, investendo ben un milione di euro, cifra non da poco che la dice lunga sul chiaro cambio di rotta dell'Amministrazione provinciale e della protezione civile, entrambe completamente rinnovate”.

Cambio di rotta che, dicono gli ingegneri della Pat, si concretizzerà in una serie di interventi che dovrebbero essere ultimati nel corso del 2022 sulla base di un rilievo della parete rocciosa eseguito nel 2018. Nel dettaglio, gli interventi di mitigazione del rischio in tutto saranno circa 30-35 e coinvolgeranno un totale di circa 2mila metri cubi di roccia. Secondo Moiola però si tratterebbe di una “netta diversità di trattamento nella tipologia di messa in sicurezza dei versanti di una zona e dell'altra, che fanno sollevare enormi dubbi sulle scelte intraprese in passato dall'amministrazione provinciale e comunale”.
In conclusione, sottolinea il consigliere del Patt, dopo l'esplosione controllata che ha frantumato il diedro a monte del vallo tomo, in tutta la parete che dà sulla struttura si starebbero verificando continuamente delle piccole frane. “E' stata creata in sostanza una situazione di dissesto – dice Moiola – e a questo punto credo che bisognerebbe mettere in sicurezza anche quella zona, frequentata da migliaia di persone che ogni anno raggiungono la chiesa oppure la ferrata di Montalbano”.














